Esseretempo Esseretempo 2001 - Rock

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Il demo dei parmensi Esseretempo arriva in una confezione molto semplice e casalinga - ma non per questo meno curata - con tutti i testi e le essenziali note esplicative, a dimostrare un’attenzione anche ad aspetti sicuramente non fondamentali per una autoproduzione, però sempre importanti. Ma cura ancor maggiore è stata posta nella registrazione: nessuno pretende autoproduzioni stellari (per tempo e denaro) da parte dei gruppi di base o emergenti che dir si voglia, ma è certo che quando, come in questo caso, si è in presenza di sei brani suonati bene senza inutili tecnicismi ma con solidità e convinzione, registrati professionalmente con suoni belli e azzeccati di tutti gli strumenti, e mixati con equilibrio, occorre rivolgere un sicuro plauso al gruppo per avere impiegato in maniera capace e fruttuosa il tempo e il denaro (poco o tanto che fosse) a disposizione per lo studio di registrazione.

Bei tappeti di tastiere a tratti marcatamente anni ottanta, una voce che richiama spesso, nell’impostazione e nella scansione delle parole, una certa dark-wave italiana del medesimo decennio (il pensiero va ai primissimi Litfiba), una buona sezione ritmica che sostiene gli arrangiamenti, una chitarra che, per suono e stile, potrebbe dirsi adatta ai pezzi di “Germi” degli Afterhours (e mi riferisco alle ritmiche di Agnelli, non alle atmosfere soniche e agli interventi deliranti di Xabier Iriondo) sono gli elementi costitutivi di brani che nella maggioranza dei casi seguono decisamente un andamento lento, spesso della ballad, più tranquilla o energica a seconda delle occasioni. I testi, sebbene facciano chiaramente intuire una sincera ricerca personale e una certa attenzione letteraria, non si distaccano da una medietà che, nel rock cantato nella nostra lingua, tante volte non basta più.

Tra le sei tracce, alcune delle quali di durata forse eccessiva, non c’è un vero e proprio brano che possa emergere, per una ragione o per l’altra, quanto piuttosto una serie di episodi all’interno dei diversi brani che meritano attenzione, come l’intrigante inizio di “Nuvola”, con il primo minuto che, per sonorità e andamento, ricorda i Marlene Kuntz più lenti e intimisti, o il bel finale di “Eros” che, con la parte di pianoforte, ricorda gli ultimissimi Elettrojoyce. Si sa che ai gruppi emergenti non piace essere paragonati a band già affermate: eppure, per dare delle coordinate piuttosto attendibili, nel complesso queste canzoni non possono non far pensare ai tanto bistrattati, quanto storici Timoria.

In conclusione gli Esseretempo sembrano mancare, più che altro, di incisività e della capacità di mettere a punto brani più essenziali i quali, in un modo o nell’altro, per i motivi più disparati, comunichino all’ascoltatore in maniera diretta; ma, al contempo, l’ascolto del loro cd-r, oltre a dimostrare le già ricordate qualità esecutive e sonore, fa intuire voglia di fare, sincerità e una solida base sulle quali sapranno sicuramente continuare a lavorare per arrivare a caratterizzarsi in modo più personale ed efficace, sia dal punto di vista della musica che dei testi. Fermo restando che oggi sarebbe quantomeno disonesto chiedere a un gruppo l’originalità che ormai non esiste più da tanto…

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La recensione Esseretempo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-11-11 00:00:00

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