Il Parto delle Nuvole PesantiRoccu u stortu2001 - Cantautoriale, Etnico, Alternativo

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E’ un passo importante, temerario e decisivo nella carriera quello che si appresta a compiere Il Parto delle Nuvole Pesanti. In un’epoca dove il mercato musicale riconosce onori solo alla musica usa e getta, dallo spessore culturale molto spesso vicino allo zero, proporsi con un’operazione del genere può significare che i musicisti in questione hanno una buona dose d’incoscienza. L’incoscienza che è propria dell’artista e che ha spinto il gruppo ad incrociare le strade di altri artisti calabresi come loro: Francesco Suriano autore del testo di Rocco U Storto e Fulvio Cauteruccio, interprete e regista del monologo teatrale che racconta la prima guerra mondiale secondo l’ottica del contadino analfabeta Rocco Sprizzi. La scelta di combinare musica e brevi parti recitate coglie nel segno, perché entrambe sono legate a filo doppio, pur se capaci di potere vivere autonomamente. Il cd si dipana seguendo la vita di Rocco, alternando gighe e tarantelle che simboleggiano la spensieratezza del prima della guerra, con brani cantati che mettono a fuoco i diversi stati d’animo del protagonista, durante l’esperienza bellica. Tra queste spiccano la ripresa di Raggiae Diserzione presenti sul primo album “Alisifare” pubblicato nel 1994. Raggia, pur nella sua versione acustica, mantiene inalterata la sua carica coinvolgente, con il mandolino di Sirianni e la chitarra di Voltarelli a duellare sul tappeto ritmico imbastito dal basso di Cristian Lisi e dal tamburello di Salvatore De Siena. Diserzione racconta la guerra secondo ottiche diverse, così come negli ultimi anni le hanno vissute i soldati italiani impegnati nelle diverse missioni di pace. Anche in questo caso il nuovo arrangiamento sconvolge la visione che si conosceva del brano, che in questa nuova veste viene rivestita di psichedelia. Ma il punto forte di questo album è rappresentato da tre brani nuovi di grande spessore. Nescia Sule è un blues etnico con un basso potente che guida gli altri strumenti sui territori cari a De Siena e compagni, la ballata pronta ad esplodere nel ritornello dove l’allegria contrasta con la drammaticità del testo cantato. La title track Rocco u stortu veleggia dalle parti di Paolo Conte, swingata alla maniera di Buscaglione, con il dialetto e l’italiano che, in perfetta simbiosi, raccontano la storia del protagonista. Ma il top viene raggiunto con la struggente Serenate mai suonate, delicata canzone che sottolinea la morte: chitarra acustica, il mandolino di Sirianni, superbo protagonista, e una sezione d’archi da brividi che mettono in rilievo il grande songwriting del Parto, una delle più belle canzoni scritte da Peppe Voltarelli. Un disco coraggioso che merita molta attenzione. Il cd prima della distribuzione ufficiale nei negozi, prevista per il nuovo anno, verrà posto in vendita dalla fine di novembre sul sito internet del gruppo all’indirizzo http://www.partonuvole.com.

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La recensione Roccu u stortu di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-11-18 00:00:00

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