The Hacienda Picking Pennies Off The Floor 2011 -

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Dire che chi suona brit oggi in Italia lo fa per cavalcare l'onda di una fuggevole moda, è, oltre che banale, segnale di poca attenzione: quella moda, infatti, è fuggita già da un po', e la fama dei gruppi-copertina di NME ormai dura un'oretta. Per questo, qui si pensa che chi suona brit oggi in Italia lo fa perché ha ascoltato, ascolta, ama e vuole fare quella musica lì e punto (oltretutto, non mi risultano band italiane arricchitesi cavalcando tale trend. Attendo smentite).

Gli Hacienda, non ci sono dubbi, di brit ne hanno ascoltato, ne ascoltano e ne amano proprio tanto. Tutto - dal beat al punk alle varie new wave, con una poco nascosta predilezione per l'era mod e le relative influenze black - è passato per le orecchie dei quattro fiorentini, e passa per le loro chitarre sempre in cerca del riff definitivo, e per i fiati che colorano di soul ("Why Would You Come Back" l'episodio più emblematico in questo senso), e per la voce quanto mai credibile, e per il gusto della leggerezza tutto inglese, e alla fine viene fuori dalle nostre casse in qualcosa di fresco e - pur con tutti i riferimenti in bella vista - personale, con un ammirevole equilibrio fra sound anglosassoni e "afro-latini".

A quanto pare abbiamo i nostri Vampire Weekend (gli scettici ascoltino "Here in the sand" e "Mexican salad"), speriamo che non durino il tempo di una copertina di NME.

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La recensione Picking Pennies Off The Floor di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-04-28 00:00:00

COMMENTI (13)

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  • utente50845 11 anni Rispondi

    La recensione è scritta benissimo...
    Per quanto riguarda la questione della pronuncia, credo che sia una scemenza attaccarsi al fatto che Alessandro non parli un perfetto inglese, non è un inglese!!! Anzi al contrario se fosse così risulterebbe molto più artificiale...
    Per il resto, PPOTF mi piace un sacco e loro dal vivo sono grandiosi.
    Poi magari whoiswho non è d'accordo, ma fa niente :D

  • nicko 11 anni Rispondi

    recensione chiarissima e centrata, non si capisce proprio cosa ci vorrebbe di più, forse il caro whoiswho potrebbe illuminarci...

  • letix77 11 anni Rispondi

    Uhm... non per riaprire una polemica che si era già aperta e chiusa (fra l'altro sempre a proposito di un album "brit")(forse non è la mia materia)(eppure c'ho il cuore a Union Jack!)(o forse proprio per questo), ma secondo quello che c'è da capire è esattamente quello che ho scritto: pop. inghilterra. mod. soul. beat. punk. new wave. vampire weekend. A me sembra tutto chiaro, ma magari mi sbaglio, eh! (e scusa, dove hai letto della pronuncia? Nella mia rece sicuramente no...)

  • whoiswho 11 anni Rispondi

    allora hai dovuto per caso fare la recensione in fretta e furia? mi sembra abbastanza col pilota automatico. poco approfondita. poco descrittiva. molto generica. non s'è capito molto. a parte il fatto che sono fortissimi nella pronuncia.

  • letix77 11 anni Rispondi

    @whoiswho
    Assolutamente no, come ebbi già a dire una volta, qui vige la libertà di espressione. Avrei potuto parlarne male senza problema alcuno, ma si dà il caso che questi ragazzi mi piacciano molto.

  • whoiswho 11 anni Rispondi

    beh la recensione ha quel gusto di "non ne posso parlare male allora mi tengo sul generico"

  • leoge9se 11 anni Rispondi

    effettivamente Capovilla che canta in inglese per un madrelingua dev'essere molto divertente

  • autmark 11 anni Rispondi

    Comunque è importante sottolineare che il discorso dell'accento è reletivamente importante per gli inglesi/americani...

    E' difficile da spiegare ma diciamo che è una questione di "CREDIBILITA'".. mi vengono in mente i Sepoltura, che hanno dominato la scena americana con dei dischi in cui ruttavano e cantavano solo motherfukker con un terribile accento brasiliano..però era vero, era credibile,era sincero...
    e allora arriva alla gente..

    ..Per un inglese non è ridicolo un disco di italiani cantato con spicccato accento italiano, ma piuttosto un disco in cui si sente un po'di accento di londra,un po' di bologna, e un po' quello del Galles..ad esempio..
    Peggio ancora è usare espressioni e frasi che nessun inglese userebbe...
    ES:
    Se vuoi dire :" basta dire cazzate!!"

    don't talk trash (americano)

    stop talking bullshit (inglese)

    Sono queste le sottiliezze che fanno la differenza..per quello è difficilissimo fare un disco in inglese se non sei prodotto da un madrelingua...

  • spadapaolo 11 anni Rispondi

    Accento perfettamente tamarro, direi. Suonano davvero bene, comunque. Bella Later on demand

  • whoiswho 11 anni Rispondi

    Fate bene a sottolineare la storia dell'accento perfetto (e non è la prima volta che lo ribadite) perché il resto è una merda totale!

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