08/07/2011

Un angolo acido e ben protetto dove riporre i lividi, questo mi servirebbe. Un posto fresco di fattura minimale dove nascondere i no, e le brutture che alla lunga stancano. Se l'avessi, suonerebbe come questo ep, secco, diretto, elettrico, con modi spicci e niente scusa o per favore.

L'ambiente in penombra lascia chiaramente intendere come il postpunk sia tante cose e che dentro può davvero esserci l'elettronica quadrata e automatica come in "Fill every corner" (che nel ritornello mi fa dire forse insensatamente My Awesome Mixtape), il kraut altrettanto rigido di "Nuclear sand", l'approccio ovattato con la sua giusta dose di spigoli di "Magnets", la pura new wave asettica e scura di "Law" che sembra un incontro tra Depeche Mode, eccesso di caffeina e una certa attitudine al ballo.

Prodotto da Stefano Moretti (dei Pink Holy Days) e Pierluigi Ballarin (dei The R's), "Ded comes for ded" è una rielaborazione in chiave decisamente attuale di tendenze passate, fatto bene e godibile, ruvido e tagliente quanto basta per adattarsi anche a questo eccesso di sole e di no.

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La recensione Antenna Trash - Recensione - Ded comes for Ded di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Tracklist

Commenti (1)

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