Lien Dezo Strange revolt underwater 2001 - Rock, Noise

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Per intenderci, ti chiama Martin Bisi (oh yess, QUEL martinbisi, quello della gioventùsonica, proprio quello) e ti dice “Hey ho sentito i vostri nastri. Ganzi cacchio, mi son piaciuti! Perché non venite qui a New York che facciamo un disco?”. Ecco così. Tu cosa fai? Riesci a mantenere un certo distacco (e magari te la meni anche un pochetto) rispondendo con un “vedremo…sai Martin abbiamo un po’ da fare in questo periodo” oppure lo mandi direttamente affanculo pensando al solito scherzo idiota “di quello che se lo becco chi è che fa ‘sti scherzi idioti, etc etc…”. Situazione e relativo quesito quantomeno inverosimile per una band italiana? Già. Ai Lien Dezo è successo però. E tra i 2 estremi questi 3 pazzi hanno optato per la soluzione più (il)logica: andare Effettivamente a New York 1 mese e chiudersi in studio con il - si dice così - suddetto Guru Rumorista.

Ne esce questo “Strange Revolt Underwater”, dischetto edito dopo un po’ di vicissitudini dalla Fridge Records di Milano. Un disco denso e umbratile, maggiormente costruito e ricercato rispetto alle precedenti produzioni dark e black metal da cui provengono i differenti membri della band, da lontano, da molto lontano, da un’altra epoca. Tutto è metabolizzato e ‘fatto confluire’ nel nuovo progetto. Assolutamente intrigante, per assurdo, sia per chi ama i Cop shoot Cop sia per chi ama gli Swans . Lien Dezo, atto secondo. Il sig. Bisi ci è andato giù con la mano pesante, come si suol dire pur mantenendo, nel complesso, il cd molto omogeneo. Sfuriate noise e saliscendi emotivi di altissimo livello. Una certa nevrosi di fondo su cui architetture ben strutturate sono scheggiate da colpi di trapano (!) suonato come se fosse uno strumento qualsiasi. Il tutto portato con passo elegante dritto al cuore da due voci, una maschile e una femminile, intense e sofferte, in un’alternanza di alti e bassi che vibrano e vibrano e vibrano. Ancora. Denso e umbratile questo “Strange revolt underwater” quindi, di nuovo, da lasciarci subito il fiato in alcuni passaggi. Ma soprattutto da fare girare un po’ nel lettore, e capirlo poco alla volta. Come la vita (forse)

Una curiosità: un paio d’anni fa dopo 1 concerto (strepitoso) dei Fugazi al Leoncavallo, mi era capitato tra le mani il 1° demo dei Lien Dezo che poi per una balla o per l’altra non ho più recensito (come stava rischiando questo cd visto che è uscito ormai da un paio di mesi)…beh, secondo me quello era davvero sublime, provate a contattare Andrea e chiedetegli se ve lo manda (insieme a questo cd, ovvio).

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La recensione Strange revolt underwater di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-12-03 00:00:00

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