Aulasei s/t 2001 - Rock, Dark

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Le poche informazioni che accompagnano i veneti Aulasei dicono che questo demo è stato realizzato a casa, avvertendomi quindi sulla qualità sonora. Ragazzi, se questo è il risultato di un quattro tracce! A parte il suono un pò ‘scatolettato’ della chitarra distorta, il resto è davvero ok. Detto ciò, la dissolvenza blu della copertina suggerisce sfumature evanescenti e inquietudine ( un pò come la copertina di “Seventeen Seconds” dei Cure ) prontamente confermate sin dalla prima traccia, “Valois”, in cui il gruppo rende omaggio a De Andrè con il rifacimento di “Filo di Lana”, e ribadite brano dopo brano.

Difatti gli Aulasei riescono a far convivere con una certa personalità sonorità darkeggianti, efficaci liriche nella nostra lingua madre e una visione ampia del rock italiano che alcune band, come ad esempio iCSI, hanno sempre avuto. E proprio il gruppo di Lindo Ferretti appare il nume tutelare della band veneta prendendo reale forma nell’impostazione vocale di Matteo (i toni ieratici di “Fragili” e il ritornello declamato di “Universale”, una delle migliori canzoni, ne sono la prova ) laddove la band di Smith e compagni affiora in “Ladro” e in “Trans’n” ( la combinazione flanger + chorus della chitarra in questo brano ne ripropone molto fedelmente il sound ). Con la conclusiva “Vegeto” gli Aulasei aprono maggiormente all’uso di moderni suoni elettronici ‘home-made’, soluzione che ritengo possa costituire una via da approfondire nel futuro mantenendo il mood dark già maturo. Allo stato attuale intanto, il demo è buono, le idee ci sono e gli Aulasei possono solo migliorare.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-12-05 00:00:00

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