Crackhouse Titty Twister 2001 - Metal, Hard Rock

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Gruppo veneto da motoraduni, questi Crackhouse. Il loro "Titty Twsiter" avrebbe suonato datato anche se avessimo provveduto a recensirlo per tempo e non col solito immane ritardo.

E' puro hard rock '80s di stampo yankee, quello che il quartetto patavino compone, sulla scia dei conterranei (ed apprezzati) Bastet, che potrebbe emozionare chi si era all'epoca perdutamente innamorato - e musicalmente fermato - alle pomp-canzoni dei Poison, degli Skid Row e compagnia bella.

Rispetto ai Bastet, ed in attesa del loro disco "del botto" (?) registrato in Germania, i nostri vantano un cantante dall'ugola più ruvida e la medesima attitudine glam, con un chitarrista capace di piroette paurose e vera mente del progetto (sue tutte le musiche).

Assolutamente nulla di nuovo, quindi, anche se ormai par di capire esista un vero e proprio sottobosco nostrano di estimatori del genere: il Vostro recensore - si sarà intuito - non appartiene certo alla schiera. Ma ciò non toglie che ai Crackhouse vada pur riconosciuta la (solita) gran perizia tecnica indispensabile per chi si cimenta in simili ambiti, unita ad una bella carica, colta alla grande nella registrazione ai Blue Train's studio di Mira (Ve).

Continuo a pensare che sia meglio rivolgersi agli originali americani, nel disperato ed improbabile caso ci si volesse riaccostare a simili canzoni… sembra passato un secolo, però c'è ancora chi s'inginocchia dinanzi agli Hanoi Rocks.

E lo fa anche bene, sia chiaro. A questo punto, sta ai gusti personali di ognuno sapere cosa più gli corrisponde: io ne ho le palle piene di far andare 'sto cd, e passo volentieri ad altro.

Se a Voi, invece, i Faster Pussycat emozionano ancora, beh, accomodateVi!

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La recensione Titty Twister di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-12-12 00:00:00

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