16/12/2001 di Christian Amadeo

Attenzione! Virus digitale”. E’ l’avvertimento presente nelle note di copertina della colonna sonora di “Santa Maradona”, scritta interamente dai Motel Connection, trio torinese dietro il quale si celano Samuel (vocalist dei Subsonica, riconoscibilissimo dalla prima strofa), Pierfunk (ex bassista dei Subsonica) e Dj Pisti, compagno di notti discotecare dei primi due. A questi si aggiunge un altro elemento dei Subsonica, Ninja, batterista in tre brani della colonna sonora.

Un progetto, quello dei Motel Connection, che si basa esclusivamente sui suoni digitali di chiara matrice house, perfetta per fare da sfondo sonoro ad immagini. Una musica, quindi, alquanto pesante da digerire, soprattutto per i non patiti del genere, ma che arriva alla portata di tutti grazie alla bella voce di Samuel, capace di rendere caldamente melodico anche il brano più tipicamente dance. Pur essendo fondamentalmente un lavoro da inquadrare nel genere house, troviamo qua e là qualche sprazzo jungle e drum’n’bass, tutti conditi da loop a volontà, suoni spaziali e che guardano al futuro. Appare anche una simil-forma-canzone-classica in “All over (’70 school mix)”, dove echeggia la disco-music anni Settanta - e che guarda caso è anche il primo singolo estratto dalla colonna sonora.

Viene molto difficile, in un lavoro come questo, dire quali siano i brani migliori, per il semplice motivo che va ascoltato interamente, senza interruzioni, ma uno di questi colpisce particolarmente ed è “The light of the morning”, con i suoi oltre sette minuti in cui c’è un po’ di tutto: velocità dei bpm alternate, chitarre campionate, jungle, house. Sulla durata dei pezzi c’è poi da dire che Samuel e soci non si sono risparmiati, considerando che i dieci brani firmati Motel Connection hanno una durata che va dai quattro agli otto minuti per titolo e che quindi allungano l’ascolto complessivo fino ad impallare l’ascoltatore che tenacemente resta incollato alle casse dell’impianto stereo.

A fare da bella cornice a tutto il lavoro dei tre torinesi ci pensano i Mano Negra e – manco a dirlo – i Subsonica. I primi con “Santa Maradona” scritta da Manu Chao nel 1994, e che in poco più di tre minuti concentra il solito caos sonoro con aggiunti sfondi sonori recuperati dal tifo da stadio. I Subsonica, invece, prestano alla pellicola cinematografica “Nuvole rapide”, splendido nuovo singolo che anticipa di un mese l’uscita dell’atteso terzo disco del combo torinese.

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