02/05/2011

Suggestioni da grande freddo di corpose betulle e percorsi interminabili attraverso l'Europa Orientale si sposano a un certo appeal tipicamente anni ottanta, fruscii di ghiaccio e tacchi che scivolano lentamente, una lunga, lunghissima notte che spende ogni singolo secondo immersa nell'ipnosi elettronica, consapevole e attenta. Si entra facilmente in orbita, lanciati in uno spazio ovattato e gelido fatto di malinconia sintetica, vecchi film di fantascienza, e attesa, tra la dolcezza che non accarezza mai di "Irina" e la tensione da fuga infinita di "Magnitogorsk". Jukka Reverberi incontra Dj Rocca e lo fa suo, riuscendo a dare un'impronta fortemente giardiniana a questo progetto e a trasformare i suoni di un computer in emozioni sottilissime, mescolando kraut e Vangelis e Royksopp, l'indiscutibile fascino dominante dell'Unione Sovietica e il suo retaggio con un ballabile da dancefloor semivuoto alle prime luci dell'alba ("Sputnik (Snoretex remix")). Lanciati in uno spazio che non accoglie ma attrae i Crimea X sottolineano in questo ep le incognite di ogni viaggio, anche il più breve, creando la colonna sonora ideale per una prossima lunghissima notte.

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La recensione Crimea X - Recensione - Otok Ep di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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