20/05/2011

La sottile differenza tra precipitare e abbandonarsi, tra la forza che piega e il tormento che atterrisce, i movimenti notturni per combattere questo malessere e trovare una cura, con il desiderio triste e la sollecita rassegnazione e l'amore, i colori sfumati e l'acqua che scorre ora in stille ora in pioggia o in lacrime oppure ancora l'asciutta calma di un millisecondo di sorrisi già trascorso. Queste le sensazioni trasmesse al primo ascolto da "Innocent awareness", album d'esordio dei Christine Plays Viola. Dark inteso come parte in cui stare, posizione acquisita, modo e tempo, new wave che si fa gotica e profonda soprattutto nelle intro dei brani per poi lanciarsi in sovrapposizioni elettroniche trascinanti, e troviamo ambienti chiusi ed estetica eighties con maschere bianche e tanto nero declinato in maniere diverse, e ancora i Depeche Mode di "Music for the masses" ("Innocent awareness") e i Joy Division in divisa tesa e pulsante che incontrano "Pornography" ("Swallowed cold insanity") e l'infinita dolce passione di "Four steps in your hole" che recita "We are the lost, all hope is gone" e sposta le nuvole a coprire il sole. Un'opera prima emozionale e piena che omaggia il passato in modo personale e non lascia spazio ai ripensamenti, da abbracciare subito e ascoltare a lungo: una promessa mantenuta.

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La recensione Christine Plays Viola - Recensione - Innocent awareness di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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