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RECENSIONE
11/07/2012

Woodstock, fiori, colori, pace e sole che tramonta. E’ un tuffo indietro nei 60’s questo terzo album dei Clepsydra intitolato “Marmalade sky”. Gli Stati Uniti e l’ondata psichedelica che li ha attraversati mezzo secolo fa lasciano segni forti anche oggi, anche in Italia. Jimi Hendrix e la sua chitarra sono dappertutto ("Jimi palys my guitar") e il blues si fonde con il rock riportandoci alla cultura hippy.

Ora il Flower Power ha apparentemente terminato il proprio corso, ma il guizzo artistico che scorreva nelle vene dei grandi artisti americani di quegli anni continua ad essere presente in tutto il mondo anche 50 anni dopo. Il parallelismo made in Italy più immediato è sicuramente con i Bud Spencer Blues Explosion ed il loro bipolarismo strabordante e tendente al blues: i suoni prendono forma e si intrecciano con le parti vocali, per dare vita ad un racconto dalle tinte più strane.

Solo il primo brano, "Love", pur mantenendo nel titolo uno dei temi portanti del periodo storico da cui deriva questo concept-album, si discosta da tutto il resto fino a passare per Eddie Vedder ed i suoi Pearl Jam, che con gli anni ’60 c’entrano ben poco. Un disco scorrevole dunque, con una prima parte convincente. Gli ultimi brani però non proseguono in salita, e fanno chiudere il tutto in sordina, così come era iniziato.

Tracklist

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