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album Boredom - Muddy Fly

recensione Muddy Fly Boredom

2001 - Grunge

RECENSIONE
08/01/2002 di Enrico Rigolin

Non è certo “Boredom” (noia) quella che proveranno i sempre numerosi adepti del grunge all'ascolto di questo cd dimostrativo dei Muddy Fly.

Abbiamo trovato i sosia italici dei Bush, eccoli!! Forma scontata ed originalità, chiaramente, latitante, ma davvero ottima la padronanza della materia, nonostante la scivolata di “Meteora”, unica traccia in cui i nostri si cimentano con l'italiano, avvicinandosi con discutibili risultati a qualcosa che parte come Timoria per poi avvicinarsi man mano ai Verdena.

Il resto è puro grunge, semprechè quest'etichetta abbia mai voluto dir qualcosa, e senza dimenticare che i succitati Bush sono, a loro volta, inglesi e - seppur strepitosi, ma dipende dai gusti di ognuno - sostanzialmente imitatori delle formule che spopolarono a Seattle tempo fa. Forse la questione è che quello è proprio il periodo dei nostri primi innamoramenti musicali: supponendo fra i 20 ed i 30 la fascia media d'età dell'utente (e recensore) ‘rockittiano’, va da sé che un demo come questo risulti tutto sommato gradevole e cazzuto.

Pur nella sua inevitabile derivatività.

C'è l'ugola di Gavin Rossdale nell'opener “My Spleen” ed in “Helpless”, così come (un tentativo) di Vedder nella successiva “Liver”, forte però di un buon lavoro chitarristico. E' proprio l'ottimo missaggio - opera del ‘Brendan O'Brien della Pianura Padana’, ovvero quell’Andea Rovacchi già dietro il mixer per Julie's Haircut, Joe Leaman ed altri - a tirar fuori dei bei chitarroni, lasciando, si suppone volutamente, la batteria ‘dentro’. Se si riconoscono spruzzi di Cobain virato metal in “Come on” è (inizialmente) patetica invece l'apertura acustica di “Shame”, con quell'armonica dylaniana fuori luogo in un demo che, sinora, aveva messo in fila un poker di songs tirate… Poi, passato lo spiazzamento, si capisce che i ragazzi han voluto congedarsi con una ballata, quasi a voler dimostrare un'altra sfaccettatura del mondo Muddy Fly.

Un mondo in cui si torna tutto sommato volentieri.

Tracklist

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