02/12/2011

Con un rock che sembra appartenere ad un periodo a cavallo fra gli anni Novanta e i primi Duemila, i romani Mary in June fanno il loro debutto ufficiale. Il loro Ep d’esordio “Ferirsi”, infatti, suona alternativo. Nel senso che a questa parola si dava qualche anno fa.

Un misto di rock urlato, qualche distorsione ed effetto qua e là, dimensioni sonore prevalentemente post-rock, dilatazioni. E un malessere esistenziale sputato fuori. Un disagio che racconta di un ambiente corrotto, con oceani color petrolio, città cattive, io narranti vendicativi, olio, benzina e cherosene, foglie morte e asfalto che avanza. Qui ci sentono tanto i Verdena, ma anche i Massimo Volume (“All’interno”) e riflessi di Pan del Diavolo (“Il giardino segreto”) per non parlare de Le Luci della centrale elttrica, è evidente.

In totale sono sei tracce, tutte piuttosto gradevoli, senza nessun picco negativo. Fra tutte svetta “Nel buio”, il pezzo più post-rock dell’Ep: un crescendo riuscito di quasi cinque minuti, dove la voce arriva solo a metà traccia, dando sfogo al climax con un semplice “Ti vedo sparire nel nulla, mentre noi siamo sommersi dal buio”.

Non male come prima prova, anche se la sensazione generale è che non aggiungano molto a quanto si può ascoltare già da un bel po’.

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La recensione Mary in June - Recensione - Ferirsi di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 25/08/2019

Commenti (3)

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  • Grazie Mario 15/01/2012 ore 18:45 @graziemario

    bel disco

  • Emiliano Calori 16/01/2012 ore 00:14 @emilianocalori

    Non credo che un po' d'alcool influisca sulla mia capacità di giudizio per cui lo dico: Mi Piace!

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