Airfish Anarchy in Italy 2011 -

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L'Italia affonda in un reality show alle battute conclusive, nel quale ogni protagonista viene ricordato attraverso parole degne della propria statura morale. È un po' il senso che sta dietro "Anarchy In Italy" degli Airfish, che dà spazio ai protagonisti di oggi: c'è Silvio Berlusconi col suo inglese biascicato come se l'America fosse una provincia brianzola, c'è la bara trafugata di Mike Bongiorno nell'ultim'ora dei tg, c'è Nicole Minetti e la sua analisi della politica italiana.

Gli Airfish, storica band palermitana che da diciannove anni produce dischi iconoclasti e disturbanti, mettono in scena la loro concezione di canzone popolare, fregandosene però di intonare ritornelli facili. Al contrario, vanno dalle svisate più violentemente stoner di "Primitivo Attuale" ai controtempi psichedelici di "Non Chiederti Cosa Puoi Fare", dagli arpeggi post di "Anarchy 3" alle melodie sudamericane di "Che Cosa Insegui Nel Tuo Sogno". "Anarchy In Italy", insomma, è un buon album di indole pop e di caratura sperimentale, sul quale si stende la voce da ragazzino nauseato di Pietro Matteo Palazzo, sorta di esteta del surreale e del barocco metropolitano.

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La recensione Anarchy in Italy di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-07-22 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • leo 10 anni Rispondi

    ri-visti dal vivo un paio di anni fà , dopo appena più di 10 anni, quando a Palermo si suonava seriamente , comunque li ricordavo meglio.
    Mettete il disco in streaming e fatemi ricredere ragazzi.
    Buona Musica Sempre