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RECENSIONE
02/02/2002

Se è vero che, come scriveva Pogio, membro della band di cui vi sto per raccontare, “non suonando punkitalico o crossover nel nostro paese si rischia l’estinzione”, questo disco dimostra al pubblico tutto che nella nostra penisola ci sono anche altri gruppi capaci di sorprenderci suonando semplicemente ‘emo-core’. I Wood sono fra questi, e già il precedente “Song lines” di due anni orsono, era servito a chiarire le idee di chi faticava a credere che persino l’Italia poteva vantare esponenti di pregio nel settore.

Naturalmente le definizioni di genere e le collocazioni geografiche servono a ben poco quando si ha di fronte un’opera come “Tired Words & Neurotico Symphonies”, tanto breve nella sua durata, quanto intensa nel suo svolgimento. In poco di più di 26’, infatti, il quartetto imbastisce 8 brani che fotografano lo stato di grazia di questo ensemble, ricordando a tratti alcune cose degli At The Drive-In (utile indizio per chi è un novello fanatico del genere).

In realtà la formazione pesca da radici ben più lontane e rimescola nervosamente le carte in tavola per realizzare un prodotto che non vi lascerà un solo attimo di tregua neppure per respirare. Basterà il primo ‘play’ per far partire “Five rainy days” e capirete che l’album non è certo la colonna sonora per fare le pulizie di casa o la vostra sveglia ideale; i Wood, infatti, vi chiedono implicitamente un po’ di concentranzione per assorbire il contenuto del dischetto. Non potete, insomma, concedervi distrazioni quando deciderete di ascoltare queste 8 cavalcate, sicuramente fra le cose migliori ascoltate nell’anno appena passato e, già lo diamo per certo, per quello a venire.

Diventa quindi difficile segnare punti a favore di alcune tracce piuttosto che di altre, vista l’ottima resa complessiva; tuttavia crediamo rimarrano impressi nella vostra mente gli incipit di “Conspiracy”, “Eat the stradust” e della bellissima “My transmission”. Come potrebbe anche darsi che le vostre preferenze non coincidano esattamente con le mie, ma credo sia altamente improbabile che l’ottimo giudizio espresso dal sottoscritto nei confronti di questo cd non combaci, infine, col vostro.

Tracklist

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