17/07/2012

"Viola" degli abruzzesi Wolfgang Shock impregna i locali con la stessa fragranza mattutina di uno sformato mod fuori tempo massimo. Nihil sub sole novi, è vero, ma decontestualizzando e senza alcuno sforzo, riesco anche a compiacermi degli stessi ammennicoli chitarristici del protopop dei Blur e a mischiarli con le digressioni alternative dal basso fuzzoso ed adulterino dei Girls Against Boys, altri supereroi ’90 ("Loop day", "Anomalie monumentali", "1857"). Sequenze d’accordi che c’entrano poco o nulla con il resto del mio stato d’animo intriso del peggiore dei disfattismi ma dignitose perché figlie di ascolti sani.

Capossela, Gaetano e Graziani sono i manifesti italici di riferimento per testi e disillusione. Urlati ("Un colossal", "Supermarket", "Tra orchi e serpenti") o sussurrati che siano ("Il Suonatore di ghironda", "Dove vivo") non scemano quasi mai d’intensità. Giusto il tempo di apprezzarne il retrogusto e quel che resta in bocca, quel che è ben fatto, diventa gradevole ai sensi. Sul pezzo, bene così.

Commenti (2)

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  • Francesco Costantini 18/07/2012 ore 09:32 @pisciulitto

    Grandi!!! :-D

  • Twelve Records 18/07/2012 ore 16:26 @twelverecords

    era ora.. dopo svariati mesi è arrivata anche la vostra recensione.. comunque grandi Wolfgang! questo è un disco che meriterebbe molto ma molto di più in termini di vendite e critica!

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