12/09/2011

Corsi e ricorsi. Era il 2007 e "Tutti contro tutti" era atteso come il disco definitivo di Giorgio Canali & Rossofuoco. Negli anni appena precedenti c'erano stati due dischi dal titolo praticamente identico ("Rossofuoco" e "Giorgio Canali & Rossofuoco"). Due dischi consumati e imparati a memoria. E a quel punto si attendeva il colpo d'ala da gran maestro. Che non arrivò, perché "Tutti contro tutti" rimane un disco da non sottovalutare, ma non all'altezza dei precedenti.

Oggi la situazione è simile, perché dopo quel disco mezzo riuscito, Canali ha piazzato veramente il grande colpo: "Nostra Signora della Dinamite" ha alzato l'asticella e ha mostrato come la rabbia, che da sempre anima i lavori dell'ex- CSI, possa essere incanalata per raccontare anche cose di tutti i giorni. Di nuovo, quindi, si era in attesa dell'ulteriore salto in avanti. Di nuovo, però, quel salto in avanti non è arrivato. Anzi, con "Rojo" Canali & Rossofuoco perdono in incisività, smalto. E poesia. C'è tanta bile, che fuoriesce da ogni traccia e quasi da ogni verso ed è comprensibile, visti i tempi, ma per una volta l'urgenza ha portato più danni che benefici, facendo riavvolgere il nastro del gruppo di qualche anno.

È come se Canali avesse messo tra parentesi "Nostra Signora della Dinamite". In realtà la parentesi di chiusura è rimasta anche un po' aperta, perché è da lì che vengono pezzi come "Controvento" o la splendida "Orfani dei cieli". E in fondo arriva da lì anche "La solita tempesta" con Angela Baraldi, ballatona dai toni mai sentiti su un disco dei Rossofuoco, e sostanziale continuazione di quel "love will tear us apart again" che in quel disco chiudeva il ritornello di "Tutti gli uomini". Senza dimenticare il progetto di reinterpretazione live dei Joy Division, realizzato sempre con la Baraldi.

Oltre a questi, ci sono tanti pezzi di pura e semplice incazzatura. Talmente tanti e talmente simili tra loro, da poterne citare uno solo come esempio. E allora valga per tutti "Carmagnola #3". Per il resto, si tratta di versioni aggiornate di "No Pasaran" e poco altro.

"Rojo" è programmatico già dal titolo ed è senza dubbio un disco istintivo e di pancia. Purtroppo non è un disco riuscito. Perché di Giogio Canali c'è bisogno e da lui ci si aspetta di più di un irriverente "il Papa veste Prada".

Commenti (32)

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  • FRa Martino 13/09/2011 ore 18:02 @eccoperesempio

    comunque... "è troppo uguale a Ligabue... non è abbastanza uguale a sé stesso... è troppo uguale a sé stesso... non è abbastanza all'altezza di sé stesso..."

    Odio le recensioni scritte andando a caccia di pietre angolari. Mai che ti dicano un vero motivo per ascoltare o non ascoltare un album.

    In questo caso, il paradosso sta nel dichiarare di avercelo a memoria sin dagli inizi, il Canali, e poi lagnarsi che le canzoni che fa sono sempre tutte uguali. Uno che nel primo disco cantava " in mezzo agli idioti che dicono 'solo gli idioti non cambiano idea'..."


    (Messaggio editato da eccoperesempio il 13/09/2011 18:03:25)

  • Giuseppe Pomarico 15/09/2011 ore 14:29 @giuseppepomarico

    Come ho già detto, non delude mai il grande Giorgino, l'unica pecca è il fatto che sembra essersi un po stancato di usare la chitarra elettrica, preferisce lasciar fare a Stewie Dal Col e Marco Greco, senza nulla togliere a loro che sono bravissimi, però si sente molto la mancanza delle sue schitarrate disturbate tipiche del suo stile che arrangiavano i pezzi, putroppo e per fortuna nella vita ci si stanca di fare sempre le stesse cose e bisogna cambiare per andare avanti, ma mi fido di lui e continuo a stimarlo e ad apprezzarlo come sempre.:]

  • andrea ferrato 16/09/2011 ore 00:13 @andrea1013290

    pessima recensione.:=

  • francesco crovetti 23/09/2011 ore 14:27 @franz72

    da quando scrissi che "anime salve" di De Andre' mi deludeva perche' mi aspettavo piu' sperimentazione (pentendome solo pochi anni dopo), ho capito che continuare a dire "mi aspettavo di piu'" come fa questo articolo e tanti commenti, ottiene il solo risultato di impedirsi di apprezzare cio' che c'e'. Per mia fortuna devo ancora ascoltare gli album precedenti, ho sentito prima questo e' mi e' piaciuto molto. La rabbia mi sembra sincera anche se gestita con un certo "mestiere". Niente di male. Se non lo avesse lui... Sento riecheggiare piu' che Ligabue, Vasco Brondi (la cosa e' reciproca, naturalmente) e trovo siano tra le cose piu' interessanti in anni che, per la verita', cercare qualcosa che suoni "nuovo" mi pare impresa ardua. Viva il rock incazzato e viva Giorgio Canali!
    ps il papa veste prada, oltre ad essere tragicomicamente vero, e' anche ironico e ricco di significati. Non mi pare un brutto verso.

  • Emiliano Calori 01/10/2011 ore 11:51 @emilianocalori

    Specialità del giorno:
    Recensioni inutili e noise per album significativi e non banali.

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