01/06/2012

Le Pistole alla Tempia sono un quintetto rock veronese che nella bio della loro pagina si definisce a metà strada tra Lucio Battisti e Il Teatro degli Orrori, anche se sinceramente di Battisti in questo disco di otto tracce, non se ne trova granché. Di Teatro un po’ di più, vuoi perché l'attacco della prima traccia ricorda un po' Capovilla, vuoi per una certa propensione per il rumore. In realtà io ci sento tanto i Marlene Kuntz.

I suoni sono quelli del rock arrabbiato, decisi e taglienti. I temi affrontati nelle liriche non sono certo i soliti e banali tormenti interiori: ci sono kamikaze obbligati dal padre a morire in nome di un Dio in cui non si riconoscono ("L’Infedele"), eutanasia ("Finalmente"), suicidio (“Non Esisti”, molto bella peraltro), o anche una semplice storia d'amore andata male (“Lascia stare le parole”). Le parole sono incisive, senza mezzi termini. Del resto, cosa aspettarsi da un disco che ha in copertina un uomo intento a scavare una fossa?

Il disco è stato prodotto da Max Carinelli (già produttore dei Pan Del Diavolo) e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani con Antonio Cupertino. E' un buon esordio: il prossimo passo richiesto a questa band è confermare il proprio stile con idee più chiare, essere ancora più incisivi e diretti. Lasceranno un segno.

Commenti (2)

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  • fu-manchu 01/06/2012 ore 17:41 @silicio

    Anch'io ho pensato ai Marlene... penso sia per via del sapore della voce che assomiglia a quella di Godano. Cmq sono un altra cosa. Tra le 2 tracce disponibili, molto interessante la prima. Su "Democrazia invece ho trovato la che linea vocale sia un pò debole. Mi ricorda un certo tipo di rock italiano legato al mainstream (puro gusto personale). Cmq complimenti ;)

  • Ginebra 25/08/2012 ore 14:43 @ginebra

    A me le due tracce sono piaciute. La seconda è più alla Renga..

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