03/07/2009

Il tempo sta cambiando, l'atmosfera si intride di pensieri umidi e autunnali spalancando le braccia indurite dal sole all'aria nuova e alla sera, è il momento di chiudere la finestra e ascoltare il sottofondo dei ricordi al tramonto. E se all'inizio pare una massa elettronica di pietra e denti serrati ammiccante ai Depeche Mode, presto ci si accorge della materia morbida e dolce che all'interno racchiude "A filthy lesson for lovers", un mosaico di atteggiamenti new wave che si innamorano di pop malinconico inseguendo con naturale affetto i Cure di "Bloodflowers", le ballate in punta di violino e i visi stremati da un amore finito. La luce è opaca e i ritmi soffiati appena, la batteria serve soltanto a spezzare il corso dei brani come sassi nell'acqua, ogni cosa è teneramente legata all'altra da sorrisi sottili e il suono è pieno. Il susseguirsi delle note è una galleria romantica con tracce di Nick Cave e morsi di anni ottanta, e un bell'omaggio ai Beatles con una ricca versione di "And I love her", intensa al pari dell'originale. Un lavoro decisamente gradevole e strutturato che accompagna lo sguardo affacciato sul buio velandolo di sfumature neogrigie e fotogrammi di ciò che è ormai perduto.

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La recensione Spiral69 - Recensione - A Filthy Lesson For Lovers di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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