21/10/2011

La ricetta del giorno (se avete voglia di star davvero male): prendete le due band simbolo della scena fiorentina anni '80. Diaframma e Litfiba. Vivisezionatele senza benché minima cura, totalmente ad occhi chiusi, scartate le parti migliori e cuocete solamente i tranci più sgradevoli. Fatto? Ecco gli OGM. Farcite a piacimento il tutto con dei testi mediocri, banali, scritti col peggiore dei vocabolari in commercio. Aggiungete poi dei ritornelli insulsi e ripetitivi, che hanno poco a che vedere con le band sopraccitate da cui i nostri attingono. O perlomeno ci provano. Infatti, non riescono e ci propinano un'ora di una tristissima e scadente pseudo new-wave, unita a chitarre durissime e ritmiche stantie. Mescolanze che diventano intrugli. Per di più, i sapori d'oltreoceano sono tutti filtrati in favore di un contorto provincialismo che, in questo caso, non ha garantito loro gli effetti desiderati.

Fiumani è un vero artista, un autentico poeta. Fiumani è unico. E se non si possiedono i giusti requisiti quali la poesia, l'originalità ed un innato tormento, beh, è del tutto inutile tentare di emularlo.

Spicca "Davide", uno dei pochi brani interessanti, che unisce un monologo recitato a delle sferzate strumentali, quasi metal. Da segnalare, anche degli inspiegabili cambi di rotta in levare. Attenzione, prodotto da evitare accuratamente. Tutto geneticamente modificato, per giunta male.

Commenti (1)

  • agnese 09/08/2015 ore 01:08 @agnese

    Ascoltati su Spotify, non mi sembrano tutto quel disastro di cui si parla in questa recensione.

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati