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RECENSIONE
03/10/2011

Il disco di Bugo non è bello. Mi allineo subito al refrain che sembra aver preso possesso del nostro sito. Al tempo stesso me ne discosto: il disco di Bugo non è brutto. Giudizio salomonico di comodo? Decisamente no. Ma proviamo a raccontare tutto come si deve. Anzitutto una precisazione scontata, ma doverosa: Bugo per noi è sempre stato una sorta di eroe e la stima nei suoi confronti si è spesso trasformata in un tifo da stadio. Perché è uno dei pochi cantautori italiani con il dono dell'inconfondibilità e con la capacità di sorprendere, nel bene e nel male. Un talento unico, almeno per l'Italia, sempre in bilico tra genio purissimo e scazzo casereccio. Mancava dall'affare discografico da ormai tre anni, per alcuni una buona notizia, per altri motivo di seria preoccupazione. Vestendo anche i panni dell'attore cinematografico nel film "Missione di Pace", è finalmente tornato con questo "Nuovi rimedi per la miopia" ed è un Bugo nuovo, ancora una volta, che mantiene legami con il passato recente di "Contatti", ma ne modifica sia l'approccio musicale, sia la propensione alla forma canzone, diventando oggi più spirituale, attento ai temi esistenziali, quasi religioso. E persino nazionalpopolare in alcune tematiche. Nelle nuove canzoni sacrifica infatti buona parte della sua indole trasversale e della sua imprevedibilità. Meno Beck musicalmente, ma ancora più Beck nel percorso di cambiamento stilistico continuo. Meno Battisti e Rino Gaetano nel fare il cantautore, ma addirittura più cantautore che mai per la voglia di cantare e comunicare. Provo a esagerare: ci sono persino Grignani e Vasco Rossi tra le suggestioni.

Bestemmie a parte, la maturazione ha portato meno guizzi, meno sorprese. La scrittura è più quadrata, aperta e fruibile, anche se non mancano divagazioni fantasiose e taglio sbilenco. Musicalmente forse uno dei dischi più importanti di Bugo. Canzoni d'autore incastrate in un gustoso pop elettronico e qualche dolce ballata neoromantica. Melodie e ritornelli heavy rotation. Arrangiamenti perfetti, coinvolgenti. Dettagli raffinati e paraculi. Suoni sintetici leccatissimi e qualche fuga elettrorock. Persino la sua voce sembra aver preso un colore più intenso e fascinoso, lasciandosi alle spalle gran parte del suo tono da loser. Tutto bello? Non proprio. Perché è un disco spaccato a metà. A tratti sembra il Bugo dei tempi migliori. Anzi, quasi migliore dei tempi migliori. A tratti sembra non aver più nulla da dire e si rifugia in riempitivi banali, senza alcun messaggio, né ispirazione: per un artista che ha sempre descritto la realtà con uno sguardo contemporaneo innovativo ed esclusivo, questo è quasi un dramma.

Christian Bugatti sembra nascondersi troppo spesso dietro la musica per sopperire alla mancanza di idee. Le belle canzoni ci sono, ma quelle brutte, così brutte, non dovrebbero esserci, non ci sono mai state. Il miglior Bugo ed il peggior Bugo insieme nello stesso disco. Se avrete la pazienza di frugare tra le undici canzoni di "Nuovi rimedi per la miopia", scartandone una buona metà, vi resteranno cose preziose da custodire. Perché il nuovo disco di Bugo non è bello, ma non è brutto.

Tracklist

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Commenti (8)
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  • Stefano "Acty" Rocco 03/10/2011 ore 19:06

    si. è un disco un po' democristiano. recensione a tema.

    > rispondi a @acty
  • Oxygen 03/10/2011 ore 21:26

    Recensione onesta!

    > rispondi a @oxygen
  • Giovanni Continanza 04/10/2011 ore 12:00

    ....e considerando Bugo, il suo percorso, è una bella stroncatura. Almeno per me.

    So curioso però, ascolterò il disco.




    (Messaggio editato da nickwire il 04/10/2011 12:01:08)

    > rispondi a @nickwire
  • Manu Ema 06/10/2011 ore 19:50

    A me Bugo piaceva, il disco precedente era geniale. Questo francamente boh... niente di che, ma poi sopratutto è serio!! Bugo non ti sarai fidanzato e sei finito come i calciatori rovinati dall'ardore dell'amore?!!! Ahahahah


    > rispondi a @manuema
  • Faustiko Murizzi 08/11/2011 ore 23:58

    Ce l'ho adesso in play... sui primi 5 pezzi ho skippato 5 volte... :?

    > rispondi a @faustiko
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