27/10/2011

Ho riflettuto a lungo sulla valenza ultracontemporanea dei CCCP, ascoltabili con uguale intensità, potere immaginifico e coinvolgimento nervoso oggi come vent'anni fa (e non dico trent'anni per ovvie ragioni anagrafiche). La forza senza tempo dei loro dischi rimane solida, concreta, ben piantata su strutture musicali nette e scarne e l'immane turbine geniale dei testi, una sorta di cantautorato punk; e tutto questo fa sì che questa collaborazione Zamboni/Baraldi si risolva in un lavoro che non è cover né tributo né pura reinterpretazione, ma dà l'idea di qualcosa di nuovo.

Perché ogni brano torna con vestiti puliti, con le sillabe scandite da Angela che mi permettono finalmente di capire ogni parola delle tante che Ferretti masticava a denti stretti, e Massimo che s'appropria del microfono in brani che forse ha sempre sognato di cantare. La scelta della scaletta è davvero bella e ripropone grandi classici, energici, elettrici, allo stesso modo soffocanti come gli originali, su tutte "Io Sto Bene", anthem multigenerazionale cantato senza prendere fiato, e la splendida "Annarella" che continua a commuovermi nonostante i miei occhi invecchiati. Si pesca anche dalla discografia dei CSI, con gusto, affidando la chiusura a "M'importa 'na Sega" che forse è per tutti noi l'ultimo ricordo di Giovanni Lindo in movimento. Va da sé che ci siano i ricordi, non me ne vogliano Zamboni e la Baraldi.

Il titolo del disco, soggetto ovviamente a varie possibili interpretazioni, fa esplicito riferimento all'ultimo lavoro di Massimo Zamboni, "L'Estinzione Di Un Colloquio Amoroso", citato nel live con "A Ritroso", come citati del resto anche gli altri suoi due album da solista; soprattutto è presente il brano "Nove Ore", densamente emotivo, scritto per la colonna sonora del documentario "+ o – Il Sesso Confuso" e che ha fatto rincontrare i due dopo tanti anni, dopo gli sguardi scambiati mentre lui registrava le chitarre di "Ortodossia" e lei che era lì in studio, amica di amici. Corsi e ricorsi, in ogni senso davvero. Non so se sia vero che il passato è passato, non credo neppure che sia giusto fare confronti, francamente inutili e fini a se stessi, so solo che questo disco è molto bello e mira al cuore, che Zamboni ha scritto tutte queste canzoni, che la Baraldi è come sempre fantastica, e non credo che ci sia altro da aggiungere. Va da sé che ci siano i ricordi, ed è bello così. Eternamente e comunque Fedeli alla Linea.

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La recensione Massimo Zamboni - Recensione - Solo una terapia: dai CCCP all'estinzione di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

Commenti (4)

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  • Elle Di 27/10/2011 ore 11:13 @elledi

    Le tracce 8 e 9 sono invertite

  • Sandro Giorello 27/10/2011 ore 11:27 @sandro

    Grazie per avercelo segnalato, abbiamo corretto

  • Faustiko Murizzi 27/10/2011 ore 13:31 @faustiko

    Complimenti per la recensione, come sempre bellissima....

  • PicPus 28/10/2011 ore 12:49 @picpus

    commozione

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