14/10/2011

Non perdete tempo con queste parole, andate semplicemente ad ascoltare uno dei dischi più belli usciti quest'anno. Ormai è questo l'incipit che, a scatola chiusa, potrebbe essere usato ogni volta che gli A Toys Orchestra tornano con un nuovo album. In passato ci avevano abituato ad aspettare tre anni, stavolta invece trascorrono appena 12 mesi, quelli che separano "Midnight Talks", il disco che li ha definitivamente consacrati come una delle migliori band italiane, da "Midnight (R)evolution", l'opera che sancisce definitvamente la loro grandezza.

Avevano di fronte la sfida più difficile. Evolvere, senza deludere. Confermarsi, senza fermarsi. Missione compiuta: stessa intrigante e variopinta maestria negli arrangiamenti, stessa affascinante combinazione di classe nella scrittura e di talento strumentale, stessa traboccante ampiezza di riferimenti racchiusa nel loro universo personalissimo. E come sempre nessuna concessione alle mode, ma un viaggio enciclopedico nel pop-prock internazionale, prendendosi anche il rischio di un suono più adulto e asciutto, ancora una volta sotto il controllo superlativo di Enrico Gabrielli. Le canzoni mantengono la magniloquenza della ballata pop, senza perdere quel piglio disorientante e visionario che li caratterizza fin dagli esordi. L'estro psichedelico che prende le mosse da Pink Floyd, King Crimson, Supertramp, Alan Parson e Radiohead è sempre vivo. Stesso dicasi per quella ricerca meticolosa di una forma canzone che oggi nasce laddove si incontrano Elliott Smith, Tom Waits e Burt Bacharach. Il pop è però ancora di casa, con i Beatles che restano stella polare per molte melodie, restituendo quel retrogusto british che ne addolcisce la cifra stilistica.

Fin qui sembrerebbe quasi una raccolta di (eccellenti) b-side di "Midnight Talks". Musicalmente l'evoluzione sta soprattutto in un nuovo equilibrio tra folk alternativo e new wave, che molto prende a prestito dagli Arcade Fire, modernizzando la loro attitudine ed aprendo nuove ipotesi di successo all'estero. Ma ciò che davvero cambia è un nuovo impegno dei testi: per la prima volta gli A Toys Orchestra scendono in strada e prendono di petto le problematiche sociali, abbandonando quasi del tutto le suggestioni fiabesche e l'immaginario surreale. Se "Midnight Talks" era un concept sull'amore, "Midnight (R)evolution" trasforma quell'intensità privata in azione concreta e condivisa. Il dialogo sentimentale attenua la sua intensità, in favore di tematiche quotidiane che vivono di ansia metropolitana, pur lasciando spazio alle consuete divagazioni ironiche, oggi però meno giocose e più paranoiche.

Le composizioni fluttuano in strutture monumentali, mantenendo però solida l'immediatezza da primo ascolto e quei magistrali chiaroscuro melodici. Manca forse un vero singolo, capace di trainare mediaticamente tutto l'album, ma onestamente poco importa. Come il suo predecessore, anche "Midnight (R)evolution" aspira a diventare un classico, ribadendo il ruolo determinante che gli A Toys Orchestra giocano nel panorama di casa nostra, soprattutto per quello spessore internazionale che celebra l'ipotesi di una musica italiana che esce dai confini e guarda al mondo a testa alta. Non perdetevi una delle storie musicali più belle che l'Italia ha da raccontare oggi.

Commenti (7)

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  • URTOVOX rec. 23/11/2011 ore 09:23 @urtovoxlabelepromotion

    toys orgoglio nazoionale!! :))

  • URTOVOX rec. 23/11/2011 ore 09:23 @urtovoxlabelepromotion

    TOYS orgoglio nazionale !!! :)

  • Silvio Bernardi 23/11/2011 ore 10:51 @rudefellows

    bel disco, bella rece. sui Toys quoto Urtovox anche se è un filino di parte ;)

  • Giulio Pons 24/11/2011 ore 23:20 @pons

    Bellissimo!

  • inteory 20/02/2012 ore 14:51 @inteory

    Big

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