Fabrizio Cammarata Rooms 2011 - Cantautoriale, Folk, Acustico

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Una chitarra acustica, delle parole e una voce bella per davvero. Ma non chiamatela delicatezza. Il nuovo disco di Fabrizio Cammarata coi The Second Grace che rimangono sullo sfondo.

"one two three four…” Giusto il tempo di un soffio, una flebile tensione, poi Fabrizio Cammarata prende la chitarra in mano e inizia a raccontare. Racconta di lui che coltiva la sua interminabile attesa per lei che, come sempre succede nelle migliori storie, non c'è, scappata lontano da casa. I mesi passano, i treni corrono, ma non c'è astio, semmai speranza. La canzone è di quelle da sole in faccia, la domenica tra le lenzuola e il rumore del caffè in cucina. Un acquerello piccolo piccolo. Poi parte “Alone & Alive” e quasi ti dispiace che il candore di prima sia diventato più acceso; c'è lo sguardo più maturo, l'uomo che ha camminato attorno al baratro. Da un universo all'altro nel giro di pochi minuti. Di norma i cantautori tendono a compiacersi nello spazio di piccole emozioni, Fabrizio Cammarata in questo è una piacevole sorpresa.

Il titolo poi è esplicativo: “Rooms”, una raccolta di stanze. Catturate magari negli attimi dove Fabrizio vedeva più a fondo la luce dell'ispirazione. Ti schiude poco a poco un angolo diverso, dalla camera da letto al profilo maestoso di Monte Pellegrino, riesce a farti toccare con mano certe cose che sono essenziali per entrare nel tessuto della canzone (la madeleine che si apre col rumore della neve in “Aberdeen Lane”), fa tanti conti con la sua soggettività, te li porta sul tavolo e ti spiega un po' tutto il senso che gira attorno al significato di andare, perdere e cercarsi.

È anche un disco di frontiera, in questo senso. Ci sono tanti luoghi, tante città, un percorso zingaro che si porta addosso il profumo del mediterraneo. La scelta di cambiare nome e lasciare The Second Grace sullo sfondo è funzionale a questo mettersi in gioco, al rischiare in prima persona. Chi aspettava un disco da 'new acoustic movement', sulle orme del precedente, pertanto rimarrà deluso. Non chiamatela delicatezza soprattutto. C'è una chitarra acustica che in punta di piedi apre ogni pezzo, ma non rimane mai fine a se stessa, si arricchisce, schiude fino in fondo il suo respiro. Gli orizzonti africani di “Myriam” (placido ricordo dell'eterna voce della Makeba) che pare si adagino su dei tramonti rubati alla savana, o i tribalismi che si mischiano al roots rock di “Pole Kitoto”, la beatlesiana “Me and the rain”.

È un disco che aspira a tanto, c'è la produzione di JD Foster e c'è gente come i Calexico che ci suona dentro. Nomi di prim'ordine. Peccato che a volte, nella perizia del descrivere, si perda nei suoi giri. In certi momenti l'avrei preferito piu solido, magari capace di piazzarti anche la canzone che stampa il marchio piu a fondo, quella che ti fa raggiungere l'equilibrio perfetto, che ti incanala nella strada di quelli bravi per davvero. Di contro ci sono pero dieci tracce che scorrono senza nemmeno un'incertezza, dolci, magiche, epiche nella loro intimità. Vi ripagherà dell'ascolto.

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La recensione Rooms di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-12-12 00:00:00

COMMENTI (37)

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  • calaf 10 anni Rispondi

    bel disco! uguale a Luca Toni :D

  • antolemp 10 anni Rispondi

    Veramente bel disco! Da ascoltare tra 4 pareti lasciando che il tempo scorra fuori, come viaggiando mentre i paesaggi poco alla volta cambiano!

  • ghostwriters 10 anni Rispondi

    Non ho detto diversa o strana(che poi nn capsico cosa strana vorrebbe dire??bho...considerando che nell'arco di meno di 300 anni siamo passati dall'operetta all'elettronica...nn saprei proprio definire "strano"..ma questo è un altro discorso) ma solo personale ...niente di male a prendere spunto ...ma quando lo spunto diventa copia conforme è un problema...lo deve essere e se nn lo è diventa un problema su un problema!... :)
    Il mio parere è molto critico perchè qui si parla di musica indipendente(che quindi in teoria dovrebbe essere coraggiosa)...nn sarebbe stata così se avessi parlato di musica diciamo "istituzionale".
    A volte bisogna fare una scelta :o NOn avere velleità intelletuali e artistiche particolari facendo gli artristi indipendenti ed alternativi quando nn lo si è ,ed essere annovarati tra il pop triste italiano(pausini,grignani,paola e chiara etc etc) oppure approcciarsi a tale scelta in modo onesto :).

  • utente17149 10 anni Rispondi

    parlando in generale, non credo che qualsiasi cantante o gruppo se ha un certo tipo di gusti e ascolti debba fare per forza musica diversa da quella che sente di fare e che gli piace, solo per fare un piacere a voi "pubblico ascoltatore".
    E' questo che per me diventa impersonale. Anche quello che apparentemente fa musica "diversa" prende spunti dai suoi ascolti e gusti qua e la, e se lo fa male evidentemente era una forzatura (visto che si richiede la cosiddetta musica diversa) e quindi era meglio non farlo, e se ne sentono tanti emergenti che pur di tentare di fare qualcosa di diverso fanno musica per me BRUTTA. Poi sono opinioni, naturalmente. buon proseguimento...

  • ghostwriters 10 anni Rispondi

    @ffoggy musica nuova musica strana musica alternativa...sono parole...io mi aspetto quantomeno che sia personale...e come fa una cosa personale essere praticamente identica al progetto di altri??? partendo dal ppostulato iniziale che (grazie al cielo) siamo tutti diversi l'uno con l'altro.La verità è che è più comodo sembrare qualcunaltro che cercare di essere se stessi...assomigliando a più illustri colleghi che hanno già predisposto le pubbliche orecchie ad un dato suono si può camminare sul solco già scavato senzatrovare intoppi...ma che senso ha?l'arte nn è espressione?...certo!la musica è arte? certo...allora per fare musica si deve sentire l'urgenza di esprimere qualcosa di prorpio altrimenti è inutile nn serve e nn è intellettualmente onesta.tutto qui.

  • utente57088 10 anni Rispondi

    Foggy la musica nuova non è necessariamente figa (odio questo termine) ma talvolta interessante , ma quando si copia malamente non è neanche quello.....

  • utente17149 10 anni Rispondi

    c'è una "musica" di troppo nella frase.
    P.S. vorrei entrare nei vostri PC per eliminare tutte le cartelle di musica italiana cantata in inglese, per dispetto, visto che fate tanto i criticoni ;)

  • utente17149 10 anni Rispondi

    ancora con la storia di dover fare qualcosa di nuovo?! BASTAAAAAAA..... che stress... siete fissati! ma voi musica ascoltate solo musica NUOVA e DIVERSA e STRANA quindi FIGA?

  • zaratustra 10 anni Rispondi

    feedbaknoise, se hai capito che ho paragonato black francis con cammarata hai sbagliato di brutto...! volevo solo dire che è sbagliato partire gia con l idea che se uno è un grande artista debba per forza sfornare sempre bei dischi..e comunque all esordio di un nuovo disco, si, metto cammarata allo stesso piano di gesu' cristo, poi dopo decidero' chi è meglio! no?? ghostwriters.....de gustibus...

  • ghostwriters 10 anni Rispondi

    se ho dato un parere è perchè l'ho ascoltato più volte...e nn mi ha dato nulla nè la prima nè l'ultima.la mia nn è una sentenza ma una opinione e se una cosa mi pare banale e scopiazzata nn posso dire che sia figa solo perchè potrei macchiarmi di lesa maestà.il disco nn è nulla di che tra i milioni di dischi un disco che nn lascisa traccia all'ascolto,quindi mi chiedo che senso abbia;poi che passeggiando potrei ascoltarlo senza essere infastidito è certo,così come metto la radio senza prestarle orecchio;ma dato che qui stiamo parlando di un cantautore lo scopo dovrebbe essere differenrente(altrimenti avrebbe fatto colonne sonore o musica da mettere in un disco di buddha bar..nn credi??).Dovrebbe farmi venire voglio di entrare nell'intreccio dei testi capire cosa l'autore mi vuole raccontare e perchè altrimenti è tempo perso.ripeto è una mia opinione ma per quanto mi riguarda un cantautore nn può passare così come una voce alla radio "piacevole" deve lasciare qualcosa altrimenti al fallito del proprio intento.