28/02/2002 di Simona Rotolo

Pekisch: un nome difficile da ricordare. Almeno all’inizio, almeno fino a quando non si ha l’occasione di ascoltarli o, meglio, vederli dal vivo. A me è successo, circa un mese fa, ed è stato impossibile non lasciarsi trascinare dall’energia e dalla convinzione con cui interpretano i loro brani.

Dal demo dei nostri traspare una dedizione quasi maniacale nel non trascurare nulla. Considerando sia testi che suoni (curatissimi per tutta la durata del loro lavoro) l’ambientazione è ben definita: di stampo alternative-rock. Da segnalare come migliori canzoni del cd sicuramente “Memoria” e soprattutto la reale chicca del cd, la ghost-track, dove l’atmosfera diventa eterea grazie all’utilizzo di una chitarra acustica arricchita da una buona dose di delay che non può lasciare indifferente neppure l’ascoltatore più esigente.

Le linee di voce sono molto ricercate ed il cantato, di forte impatto emotivo, è sicuramente (dal punto di vista espressivo) d’ispirazione Manuel Agnelli. L’attenzione è comunque rivolta alle chitarre di Francesco C. (un omonimo, sia chiaro) che risultano meravigliosamente avvolgenti, sorrette da una ritmica compatta e impeccabile. Il chitarrista della band dimostra un gusto eccezionale nella scelta dei suoni, contaminato da tutti i suoi ascolti (pensate ad un incrocio tra Frusciante, Radiohead, Afterhours e Marlene Kuntz).

I Pekisch sono quindi degni rappresentanti della scena alternative emergente milanese che per fortuna fatica a dissolversi. E’ una band rivelazione che ha molto da dire e che, ci auguriamo, ottenga positivi riscontri a breve.

Consigliata sicuramente una navigazione sul loro sito ufficiale corredato da una bellissima grafica.

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La recensione Pekisch - Recensione - demo 2001 di Simona Rotolo è apparsa su Rockit.it il 21/08/2019

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