02/01/2012

Snuf. Tin. Pam. La sinfonia dei cuochi. O più semplicemente di chi in cucina si diletta a far passare il tempo tra chiacchiere, un caffè, una ricetta semplice. Basta posare il gomito sul tavolo ancora apparecchiato, guardare il silenzio degli avanzi, ripensare a quella cena quando hai rovesciato il tuo bicchiere di vino sui miei pantaloni nuovi, e io ho soltanto riso forte, perché mi piacevi. Certi modi di fare sono sempre gli stessi: il dolce sottofondo dell’acqua che si scalda piano, il vapore che sale sulle pareti, sulle fotografie appese vicino alla caldaia, sui nostri cuori stesi accanto al termosifone, e io che tento inutilmente di mettere ordine dove ordine non c’è mai stato.

Queste canzoni sono bolle che salgono lentamente in superficie fino a scomparire, sbuffi di teiere mentre una tazza rischia di cadere, vetrofanie in una stanza che non vuol perdere il sapore di famiglia, il tepore di un abbraccio che ti accoglie quando torni e hai i piedi bagnati, e gli occhi umidi, e il sangue che scorre più veloce per dirti qualcosa di importante che tu forse già sai. Non so se sia postrock, nouvelle cuisine, avanguardia di chi sta dietro ai fornelli: forse solo i pensieri di chi aspetta su una sedia a dondolo, e si muove piano, e ti ama mentre fai le cose di sempre; so che c’è un incanto che non va spezzato, c’è qualcosa che ti rende più leggero ed è la musica, c’è che i contorni sembrano svanire come in un sogno, e tutto è più facile, e sereno.

Quello che quotidianamente appare come rumore diventa armonia su cui costruire minuti sussurrati, la base dei tuoi momenti intimi, siano di commozione o di gioia appena accennata, siano pure di rabbia contenuta che non esplode e passa presto, prendendo coscienza delle piccole cose belle intorno, quelle cose banali che poi, resti tra noi, sono fondamentali.

Questo disco riesce, con pochi tratti, a suscitare un’intensità emotiva che mi mancava, a sbloccare i comportamenti rigidi e la freddezza che ormai ci lega, e ridere di nuovo per quel bicchiere di vino. Cosa che non facevo da tempo.

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