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album Where the action is - tribute Radio Birdman - SplitPrimascelta

recensione Compilation Where the action is - tribute Radio Birdman

Living Eyes 2002 - Rock'n'roll, Punk, Hardcore

RECENSIONE
11/03/2002 di Eliseno Sposato

Nati dall’incontro tra Deniz Tek, americano di Ann Arbor, e Rob Younger, australiano di Sidney, i Radio Birdman sono riusciti a condensare in soli due album (“Radios Appear” e “Living Eyes”) ed una manciata di singoli, l’essenza dello spirito del rock che di lì a pochi anni (il gruppo nasce nel 1974) avrebbe sconvolto non solo i costumi musicali con l’iconografia del punk.

Pur non essendo un gruppo punk inteso in senso stretto, i Birdman ne anticiparono tutti gli stilemi: rifiuto delle regole e dei limiti imposti dall’industria musicale, nessun compromesso, libertà d’azione e grande creatività musicale. Influenzati dagli Stooges, più a livello di attitudine che di suono, i Radio Birdman hanno saputo condensare in un songwriting di alta qualità, il rock di Detroit con la psichedelia doorsiana, gli accenti surf e hard rock, con l’aggressività blues dei Rolling Stones. Proprio il secondo album dei Birdman, “Living Eyes” è stato scelto da Roberto Calabrò, giornalista del mensile 'Rockerilla', come nome per la sua etichetta discografica, nata appositamente per realizzare questo cd. Un progetto nato dalla passione e che, attraverso questo tratto comune, lega quanti hanno partecipato a questo album-tributo tutto italiano (ne esiste anche un altro pubblicato anni fa con il titolo “Flattery” in due volumi dalla 'Get hip') spingendoli a rielaborare con devozione, dodici brani del repertorio classico dei Birdman.

Altro tratto comune è lo stile che unisce i gruppi chiamati a raccolta per questa operazione, il garage-rock, che rende omogenea l’operazione - forse un tantino a scapito della rielaborazione creativa - ma produce degli ottimi effetti. Soprattutto nelle prove dei Meat for Dog (che infarciscono “Time to fall” con un pregevole suono di tromba leggermente accennato), Crummy Stuff (“Do the pop”), Thee S.T.P. (il loro rifacimento di “New race” è una delle migliori del lotto) e Sonic Assassin (che ripropongono una virulenta “Love kills” già apparsa sul loro disco d’esordio). Sorprendono i Loose, la band forse più affine al modello originale, che azzardano un’interpretazione di “Anglo girl desire” leggermente più rallentata rispetto all’originale che ne acuisce la visione psichedelica. La “Monday morning gunk” dei Men Of Mistery, pur apprezzabile, manca dei cori risultando così un tantino debole. Per il resto tutto fila liscio fino all’esplosione finale con i Temporal Sluts che chiudono alla grande con una energica versione registrata dal vivo di “Hangin' on”.

Bellissima la copertina firmata da Pedro un valore aggiunto per un cd consigliato non solo ai cultori della band di Sidney.

Tracklist

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