Ginebra Bacche di Ginebra 2010 - Rock

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Bacche poco commestibili: un primo lavoro poco riuscito, in ambito sia comunicativo sia sonoro.

Se speravate di trovare roba commestibile - mi spiace deludervi - qui non ce n'è. "Le bacche di Ginebra" sono poco gustose e molto elettriche: un dramma per chi - come me - un disco vuole assaporarlo.

Il quintetto mantovano si è cimentato in questa prima fatica autoprodotta con poca consapevolezza ed un'eccessiva immaturità. L'ingrediente base è quello di un rock stereotipato, con riff ripetitivi, che rendono il suono prevedibile e inconsistente. C'è uno spiraglio di luce con i giri di basso della radiofonica "Il nucleo", poi temporali d'apertura (banalissimi) in "Mi accorgo che" e una traccia conclusiva che indossa vesti acustiche (tradizione vuole che un disco crudo come questo necessiti di un pezzo acustico nel finale).

Un EP che pecca dal lato sonoro - poco deciso e definito - e dal lato comunicativo: qui le idee potrebbero esserci, ma viaggiano su strade troppo confuse, pagando in 'immediatezza.

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La recensione Bacche di Ginebra di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-03-02 00:00:00

COMMENTI (3)

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  • ginebra 9 anni Rispondi

    Non ho capito perchè il recensore dice che un disco rock "debole" finisce "come da tradizione" con un pezzo acustico..per questo gli chiedevo degli esempi..

  • AMA 9 anni Rispondi

    prendi ad esempio qualsiasi disco unplugget che ti piace ;-)

  • ginebra 9 anni Rispondi

    grazie per il parere..l'unica cosa che non ho compreso è "tradizione vuole che un disco crudo come questo necessiti di un pezzo acustico nel finale"..qualche esempio?