Zentakappa s/t 2002 - Nu-Metal

s/t precedente precedente

Una giornata come tante, ma fortunatamente viene a soccorrermi un po’ di buon crossover che prende forma nell’album autoprodotto dei Zenta K. Si può facilmente affermare che questo lavoro è un candelotto di dinamite di puro crossover, dall’inizio alla fine, senza nessun momento di tregua! Risaltano subito la cura del prodotto, sia come grafica che come produzione in studio, discreta grazie al lavoro di Daniele Giordana.

Questi sei ragazzi propongono uno stile senza troppi fronzoli o compromessi; gli amanti dei mid-tempos e delle chitarre killer non saranno assolutamente delusi. Due voci portano avanti le liriche della band: Ale e Marco si alternano tra sezioni rappate e puro screaming con un discreto effetto. Decisamente buono il lavoro dei due chitarristi, con distorsioni massicce e suoni ricercati (anche se l’insegnamento dei Korn a mio giudizio predomina eccessivamente in alcuni momenti). La sezione ritmica è possente e sufficientemente precisa, rari sono i virtuosismi che cedono il posto ad un sound compatto e massiccio.

Per quanto riguarda invece il messaggio, i testi dei 6 brani presentati esprimono in gran parte il rancore contro una società che giudica facilmente e costringe all’introspezione e all’isolamento.

Una piena promozione? Certamente, ma non mancano le critiche costruttive a questo ottimo lavoro; il difetto principale a mio parere consiste nella similitudine, sia del sound che degli arrangiamenti, alla musica dei Korn. Il potenziale c’è eccome, quindi consiglierei ai ragazzi di distaccarsi un po’ dal 'primo amore' e di mettersi alla ricerca di un sound più originale e personale. Inoltre, i testi (anche se ben cantati) sono un po’ troppo scontati, ma riescono ad esprimere comunque il disagio degli autori. Un po’ più di ricerca anche in questo senso aiuterebbe a mio avviso (opinione personale: avete mai preso in considerazione l'idea di scrivere in inglese?).

A parte queste precisazioni da pignolo professionista, il progetto dei sei merita rispetto (proprio come si chiede nella traccia d'apertura) e porta avanti con grinta un sound spigoloso e aggressivo al punto giusto.

Sono sicuro che, a maturità raggiunta, sentiremo ancora parlare di questi sei ragazzi di Chivasso.

---
La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-03-12 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia