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album Grande Nazione LitfibaIn evidenza
RECENSIONE
09/02/2012

Partiamo da un'importante premessa: secondo le aspettative (vedi alla voce "Stato libero di Litfiba" e il primo estratto "Squalo"), "Grande nazione" doveva essere il disco peggiore della storia della musica. Anzi, sarebbe stato molto più semplice preparare una bella stroncatura a priori, affinché il solito teatrino tra detrattori e fanatici si scatenasse proprio secondo le aspettative di cui sopra.

E invece cosa ti combinano gli indomabili Piero e Ghigo? Tirano fuori un album che a tratti si lascia persino ascoltare e solo in alcuni casi (il già citato "Squalo, "Anarcoide", "Elettrica", "Tutti buoni") genera sensazioni estreme di fastidio. A ciò aggiungeteci un Pelù che fa semplicemente il vocalist, disposto a limitare i suoi ululati giusto a qualche sporadico episodio, e degli arrangiamenti che quasi mai rasentano lo scandalo (per farvi capire, siamo lontani anni luce da quell'aborto mancato di "Infinito").

Certo, non illudetevi di essere di fronte ad una rinascita, perché se il tentativo della famigerata coppia di Via De Bardi è quello di riportare in vita tematiche e sonorità dell'epoca di "Terremoto", la sfida è persa in partenza. Soprattutto per quanto riguarda il versante delle liriche, probabilmente la cosa più indecente di questo disco; sia che si tratti di brani con sfumature socio-politiche ("Tutti buoni", "Brado", la title-track e "Anarcoide") o di classiche ballate ("Tra te e me", "Luna dark" e "La mia valigia"), il risultato non raggiunge mai il minimo sindacale. E non sprechiamo esempi o citazioni, perché vi invitiamo a rendervene conto direttamente, recuperando sul web i testi di qualche traccia (anche se il suggerimento è di partire dal punk-rock di "Anarcoide").

Qualcuno magari potrà obiettare che già all'epoca di "El diablo" i due si cimentavano con banalità del tipo "Sei bella, sei tonda, sei come la gioconda", ma nel 1990 avevano quantomeno il physique du role. Oggi, a distanza di oltre 20 anni, continuano ad essere la solita controfigura dei Litfiba dal sound muscoloso ed energico, ovvero il massimo che si riesce a ottenere quando mancano le idee e c'è una reunion in corso. Un po' poco per farci scrivere "Bentornati".

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Commenti (30)
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  • Faustiko Murizzi 14/02/2012 ore 16:55

    iocero mi son spiegato male: non intendevo certo dire che "elettrica danza" fosse una canzone al pari di "elettrica"; semplicemente una volta conosciuto il testo di "elettrica" del 2012 (da me erroneamente confuso in prima battuta e poi riportato da Cesar P.), il risultato finale é che trattasi di una brutta canzone. tutto qui.

    > rispondi a @faustiko
  • Cesar P. 14/02/2012 ore 20:37

    @ fautiko

    Ok, in Italia "Lonely boy" magari uno lo canta senza prestare molta attenzione alle liriche, ma anche per un americano il singolone spacca anche se il testo è quello che è.

    Anche solo considerando i due testi dei litfiba qui in questa discussione, il testo di elettrica danza decontestualizzato così non ha senso e fa scappare da ridere, ma insieme alla canzone cambia tutto. Certo rock è fatto così e non comprendo il fatto di scindere testo e musica o di stroncare a partire da un gusto personale.

    Lo ammetto, farei fatica anche io a recensire questo disco, un po' perchè non sono mai stato un gran fan, un po' perchè quel tipo di mondo e di Rock non mi piace... così come farei fatica a recensire un disco de Le luci della centrale elettrica: si ok tanto testo tante parole tante figure, ma poi cosa lasciano? E la musica n'do sta? Gusto personale, io non capisco, lascio ad altri il giudizio.

    Però occhio, non sto difendendo i Litfiba anche io sono d'accordo con te quando affermi che sentire Pelù cantare certe cose senza il physique du role di un tempo lascia un po' di stucco (un po come i Red Hot che si ostinano a fare i teenager)... sto solo "difendendo" un certo modo di fare rock, in cui i testi non sono e non devono essere così determinanti per stabilire la qualità di un disco.

    > rispondi a @cesareparmiggiani
  • Faustiko Murizzi 15/02/2012 ore 14:54

    Cesar P. considera che, tendenzialmente, il mio metro di giudizio parte speso dal presupposto che tu sintetizzi bene quando scrivi: "un certo modo di fare rock, in cui i testi non sono e non devono essere così determinanti per stabilire la qualità di un disco". Però in questa miscela, ci sono situazioni in cui le parole hanno un peso specifico maggiore all'interno di una canzone...

    > rispondi a @faustiko
  • francesco gioffrè 18/02/2012 ore 15:04

    Vabbè va, abbiamo capito che anarcoide fa schifo, grazie ma non è l'unico pezzo presente sul disco(fortunatamente).Elettrica, luna dark e la mia valigia non mi sembrano brutti pezzi.Chiaramente non stiamo parlando di qualcosa di trascendentale ma non mi pare facciano schifo, anzi negli anni 90 tra tante belle canzoni hanno scritto anche schifezze ben peggiori.Io mi aspettavo semplicemente un album con almeno 5-6 canzoni godibili e così è stato.I litfiba la storia della musica italiana l'hanno fatta, i capolavori vanno cercate nelle indie band di oggi da tanti molto difese che spesso se ne escono con dischi altamente discutibili.

    > rispondi a @ryuhori
  • Cesar P. 20/02/2012 ore 15:17

    faustiko

    Ok quindi i testi di quest'ultimo album dei Litfiba sono talmente orrendi da mandare all'aria tutto il disco, persino per qualcuno che normalmente non guarda al microscopio le liriche di un disco rock.

    Ok dai ci sta, magari la prossima volta che un disco fa schifo, lo si dica più chiaramente, che un periodo come "E invece cosa ti combinano gli indomabili Piero e Ghigo? Tirano fuori un album che a tratti si lascia persino ascoltare e solo in alcuni casi (il già citato "Squalo, "Anarcoide", "Elettrica", "Tutti buoni") genera sensazioni estreme di fastidio." aiuta solo a fare confusione.

    > rispondi a @cesareparmiggiani
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