Litfiba Grande Nazione 2012 - Rock

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"Grande Nazione" doveva essere il disco peggiore della storia della musica. Non è così, ma non è nemmeno il disco che fa gridare "Bentornati!".

Partiamo da un'importante premessa: secondo le aspettative (vedi alla voce "Stato libero di Litfiba" e il primo estratto "Squalo"), "Grande nazione" doveva essere il disco peggiore della storia della musica. Anzi, sarebbe stato molto più semplice preparare una bella stroncatura a priori, affinché il solito teatrino tra detrattori e fanatici si scatenasse proprio secondo le aspettative di cui sopra.

E invece cosa ti combinano gli indomabili Piero e Ghigo? Tirano fuori un album che a tratti si lascia persino ascoltare e solo in alcuni casi (il già citato "Squalo, "Anarcoide", "Elettrica", "Tutti buoni") genera sensazioni estreme di fastidio. A ciò aggiungeteci un Pelù che fa semplicemente il vocalist, disposto a limitare i suoi ululati giusto a qualche sporadico episodio, e degli arrangiamenti che quasi mai rasentano lo scandalo (per farvi capire, siamo lontani anni luce da quell'aborto mancato di "Infinito").

Certo, non illudetevi di essere di fronte ad una rinascita, perché se il tentativo della famigerata coppia di Via De Bardi è quello di riportare in vita tematiche e sonorità dell'epoca di "Terremoto", la sfida è persa in partenza. Soprattutto per quanto riguarda il versante delle liriche, probabilmente la cosa più indecente di questo disco; sia che si tratti di brani con sfumature socio-politiche ("Tutti buoni", "Brado", la title-track e "Anarcoide") o di classiche ballate ("Tra te e me", "Luna dark" e "La mia valigia"), il risultato non raggiunge mai il minimo sindacale. E non sprechiamo esempi o citazioni, perché vi invitiamo a rendervene conto direttamente, recuperando sul web i testi di qualche traccia (anche se il suggerimento è di partire dal punk-rock di "Anarcoide").

Qualcuno magari potrà obiettare che già all'epoca di "El diablo" i due si cimentavano con banalità del tipo "Sei bella, sei tonda, sei come la gioconda", ma nel 1990 avevano quantomeno il physique du role. Oggi, a distanza di oltre 20 anni, continuano ad essere la solita controfigura dei Litfiba dal sound muscoloso ed energico, ovvero il massimo che si riesce a ottenere quando mancano le idee e c'è una reunion in corso. Un po' poco per farci scrivere "Bentornati".

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La recensione Grande Nazione di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-02-09 00:00:00

COMMENTI (30)

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  • cesareparmiggiani 9 anni Rispondi

    faustiko

    Ok quindi i testi di quest'ultimo album dei Litfiba sono talmente orrendi da mandare all'aria tutto il disco, persino per qualcuno che normalmente non guarda al microscopio le liriche di un disco rock.

    Ok dai ci sta, magari la prossima volta che un disco fa schifo, lo si dica più chiaramente, che un periodo come "E invece cosa ti combinano gli indomabili Piero e Ghigo? Tirano fuori un album che a tratti si lascia persino ascoltare e solo in alcuni casi (il già citato "Squalo, "Anarcoide", "Elettrica", "Tutti buoni") genera sensazioni estreme di fastidio." aiuta solo a fare confusione.

  • ryuhori 9 anni Rispondi

    Vabbè va, abbiamo capito che anarcoide fa schifo, grazie ma non è l'unico pezzo presente sul disco(fortunatamente).Elettrica, luna dark e la mia valigia non mi sembrano brutti pezzi.Chiaramente non stiamo parlando di qualcosa di trascendentale ma non mi pare facciano schifo, anzi negli anni 90 tra tante belle canzoni hanno scritto anche schifezze ben peggiori.Io mi aspettavo semplicemente un album con almeno 5-6 canzoni godibili e così è stato.I litfiba la storia della musica italiana l'hanno fatta, i capolavori vanno cercate nelle indie band di oggi da tanti molto difese che spesso se ne escono con dischi altamente discutibili.

  • faustiko 9 anni Rispondi

    @cesareparmiggiani considera che, tendenzialmente, il mio metro di giudizio parte speso dal presupposto che tu sintetizzi bene quando scrivi: "un certo modo di fare rock, in cui i testi non sono e non devono essere così determinanti per stabilire la qualità di un disco". Però in questa miscela, ci sono situazioni in cui le parole hanno un peso specifico maggiore all'interno di una canzone...

  • cesareparmiggiani 9 anni Rispondi

    @ fautiko

    Ok, in Italia "Lonely boy" magari uno lo canta senza prestare molta attenzione alle liriche, ma anche per un americano il singolone spacca anche se il testo è quello che è.

    Anche solo considerando i due testi dei litfiba qui in questa discussione, il testo di elettrica danza decontestualizzato così non ha senso e fa scappare da ridere, ma insieme alla canzone cambia tutto. Certo rock è fatto così e non comprendo il fatto di scindere testo e musica o di stroncare a partire da un gusto personale.

    Lo ammetto, farei fatica anche io a recensire questo disco, un po' perchè non sono mai stato un gran fan, un po' perchè quel tipo di mondo e di Rock non mi piace... così come farei fatica a recensire un disco de Le luci della centrale elettrica: si ok tanto testo tante parole tante figure, ma poi cosa lasciano? E la musica n'do sta? Gusto personale, io non capisco, lascio ad altri il giudizio.

    Però occhio, non sto difendendo i Litfiba anche io sono d'accordo con te quando affermi che sentire Pelù cantare certe cose senza il physique du role di un tempo lascia un po' di stucco (un po come i Red Hot che si ostinano a fare i teenager)... sto solo "difendendo" un certo modo di fare rock, in cui i testi non sono e non devono essere così determinanti per stabilire la qualità di un disco.

  • faustiko 9 anni Rispondi

    @iocero mi son spiegato male: non intendevo certo dire che "elettrica danza" fosse una canzone al pari di "elettrica"; semplicemente una volta conosciuto il testo di "elettrica" del 2012 (da me erroneamente confuso in prima battuta e poi riportato da @cesareparmiggiani), il risultato finale é che trattasi di una brutta canzone. tutto qui.

  • faustiko 9 anni Rispondi

    Caro @cesareparmiggiani d'accordissimo con te: "Lonely boy" é un singolone r'n'r... e proprio perché in inglese lo si canta, inevitabilmente, dando meno attenzione al testo. Se invece una band decide di cantare in italiano, io ascoltatore sarò per forza di cose più coinvolto da ciò che esprimono le liriche. E, a chi piace l'ultimo dei Litfiba per i testi, invito nuovamente a partire dall'ascolto di "Anarcoide"...

  • cesareparmiggiani 9 anni Rispondi

    @ faustiko

    Ok, adesso ho capito... ma secondo me nel rocckone il testo non deve avere per forza un peso così determinante, e bisogna prendere in considerazione diversi elemnti, come la storia di una band e il "mondo" visivo che queste costruiscono, io non sono un gran fan dei litfiba ma dare un 2 a un testo che non mi piace ma che rispecchia in pieno l'immagine di una band mi sembra un po' affrettato.

    Che poi un testo come questo non mi pare che abbia niente di originale, ma la canzone SPACCA DI BUTTO BRUTTO:

    BLACK KEYS - LONELY BOY

    Well I'm so above you
    And it's fine to see
    But I came to love you anyway
    So you tore my heart out
    And I don't mind bleeding
    Any old time to keep me waiting
    Waiting, waiting

    Chorus:
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    I'm a lonely boy
    I'm a lonely boy
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    [ Lyrics from: http://www.lyricsfreak.com/t/the+black+keys/lonely+boy_20986124.html ]
    Well your mama kept you but your daddy left you
    And I should've done you just the same
    But I came to love you
    Any old time you keep me waiting
    Waiting, waiting

    Chorus:
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    I'm a lonely boy
    I'm a lonely boy
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting

    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting
    I'm a lonely boy
    I'm a lonely boy
    Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting

    Anche qui cosa facciamo... voto 3 per le + voto 7 per le musiche = 5?

  • iocero 9 anni Rispondi

    Caro Fausto, confondere il testo di "elettrica danza" (una pietra miliare del rock italiano) con quello di "elettrica" dell'ultimo disco mi lascia senza parole. Da uno che di mestiere fa lo sputasentenze ci si aspetterebbe un minimo di preparazione sulla materia in questione (rockit, rock italiano...).
    E nemmeno un cenno di scuse, anzi, "il risultato non cambia".
    E' come farsi correggere il tema di italiano da Renzo Bossi....
    Con un po' meno stima.

  • ryuhori 9 anni Rispondi

    Concordo con l'utente ginebra.I litfiba non hanno niente da dimostrare per quello che hanno fatto in passato, questo lo trovo un disco onesto che può stare benissimo nella loro discografia(ci sono state schifezze come infinito ed essere o sembrare, non vedo perchè non possa farlo l'ultimo lavoro).E anzi a tratti mi ha pure sorpreso dato che le mie aspettative non erano altissime.

  • ginebra 9 anni Rispondi

    l'album di vincenzo fasano lo trovo uno dei migliori del 2011..ha provato una sfumatura nuova..dai litfiba non mi aspettavo nulla di significativamente nuovo ma che portassero a casa decentemente il loro stipendio a fine giornata (soldi simbolici non entriamo nel merito dei guadagni) il loro lavoro l'hanno fatto..e non è così scontato..