SanniDei Dove nasce il sole 2001 - Rock, Blues

Dove nasce il sole precedente precedente

Quel che si percepisce immediatamente fin dal primo ascolto di ''Dove nasce il sole'' è una autenticità di fondo di un disco ben suonato, pur senza sterili tecnicismi, ben registrato e mixato e, fatto che non guasta, dalla confezione piacevole. Il calore, l’affiatamento di tutti i componenti, la loro evidente preparazione tecnica ed esperienza live traspaiono in ogni passaggio del cd, che si connota per le fortissime influenze rock-blues. Del resto, l’amore per gruppi come i Free viene manifestato nella pregevole cover di ''Sunny Day'' (il cui titolo dà tra l’altro lo spunto per il nome del gruppo) la quale, opportunamente trattata in fase di mixaggio, suona proprio con un consunto LP lo-fi di fine anni Sessanta.

Fatta salva la ''ghost track'', delirante e interessante episodio techno-hard-rock, il disco si divide sostanzialmente tra brani di blues elettrico - come ''Non ho voglia'' - e canzoni spruzzate di sonorità country che ricordano l’Ivan Graziani più brioso e ironico - come nella title track o in ''L’aria che respiro''; e sembrano queste le caratteristiche salienti e dichiarate dei SanniDei, sebbene qua e là, negli arrangiamenti, emergano a volte elementi più funkeggianti o addirittura quasi progressive.

Se l’intenzione è di arrivare a un pubblico ampio, il limite del quartetto valdostano sta, tutto sommato, nel songwriting: è vero che è molto meglio fare ciò che si sente proprio invece di mettersi a tavolino a scrivere artatamente un brano accattivante in funzione di chissà che cosa, ma è anche vero che il genere visceralmente amato dai SanniDei lascia più spazio ad articolate jam, a brani a volte eccessivamente lunghi, con tanto di assoli (peraltro ben fatti e mai insulsi, sia chiaro), a variazioni, riprese ecc. ecc., piuttosto che alla semplice canzone che, magari, sarà pure niente di ché, ma ha quel passaggio, nel testo e nella musica, tale da renderla - come dicono gli anglosassoni - un 'hook', un gancio capace di catturare l’attenzione dell’ascoltatore distratto come del più attento 'musicofilo', e di trasmettere quel qualcosa che rende il brano memorabile.

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La recensione Dove nasce il sole di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-03-15 00:00:00

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