Aquefrigide Carne cruda 2002 - Rock, Metal, Industrial

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Scusate la volgarità, ma questo è proprio uno di quei cd che mi consola di tutta la merda (giusto per usare un eufemismo…) che mi tocca ascoltare quando mi metto a recensire i demo che mi arrivano a casa. Anzi se proprio dovessi scrivere una ragione per la quale continuo a recensire i demo è proprio perché spero di ascoltare ogni tanto lavori del genere. Ma prima di fondarvi a richiedere il cd all’interessato aspettate di leggere tutta la recensione: non vorrei avere sulla coscienza la vostra salute uditiva (e mentale).

Aquefrigide - Bre Beskyt Dyrene (che nome!) è una one man band. I suoi testi sono pretenziosi, la sua musica è registrata alla meno peggio. Astenetevi quindi dall’imitarlo perché nel 99% dei casi un simile cocktail produce schifezze abominevoli. In questo caso no, per ragioni che evito accuratamente di indagare (chissà, magari potrebbe anche essere un puro caso) questa volta gli ingredienti hanno carburato alla perfezione.

Il modo migliore per definirne lo stile è usare il termine 'industriale', visto che i gruppi a cui mi sento di accostare questa caterva di cacofonie sono essenzialmente i Throbbing Gristle o gli Einsturzende Neubauten. Ma mentre scorre il cd riemergono sentori di molte degli esperimenti oltranzisti degli anni ’80, dell’hardcore europeo al rumorismo giapponese.

Lungi dall’essere astratta la musica si lascia andare in evoluzioni articolate e in intrecci pseudo-melodici che rimandano, almeno nello spirito, agli esperimenti di band come Royal Trux e Vampire Rodents. Ma sono innumerevoli le istanze che animano il disco, dal recitar cantando di “Scorticato” al valzer virulento di “Osiride & la casa del diavolo”, dall’incedere metallico di “Infernale”, ai violini (o quello che sono) di “Buuu”, dalla cantilena horror di “La pala vergine” alla marcia demenziale di “D.U.M. Lasambadeifrati”, il tutto sistematicamente sfigurato da una fitta coltre di fruscio, nonché deflagrato da distorsioni maniacali.

L’estetica negativa ha trovato un altro vate(r) in grado di perpetuarne la tradizione.

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La recensione Carne cruda di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-03-22 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • venereah 13 anni Rispondi

    Ciao, gran bella recensione!
    Senti, sono molto curioso, c'e' un qualche modo per avere i brani di carne cruda e di edit killer deve morire???...(un caso isolato l'ho comprato!)