27/04/2012

Idea curiosa, un concept album sui maiali. Ci vuole il giusto spirito, l’ironia di misura che coinvolge senza eccedere, le chitarre volatili che invitano a ballare in cortile tra fauna gioiosa e tristezza che tanto poi passa. La prima traccia è un manifesto, che presenta il protagonista del disco come nei migliori documentari, e poi è un susseguirsi di folk pop giocato su testi irriverenti e senza pretese particolari, e quel che colpisce è la capacità immediata di creare un’intesa con chi ascolta: si diventa subito amici di questi ragazzi.

Si respira l’aria profumata d’estate rovente, l’attitudine al divertissement ragionato di Rino Gaetano, tanti spunti cantautorali che si fondono in musica senza sovrastrutture, diretta e schietta come suonare in balcone in canottiera. “Vacca Boia” apre citando “Vacanze Romane” dei Matia Bazar e prosegue raccontando una improbabile storia d’amore con una mucca che ricorda un noto episodio del film di Woody Allen “Tutto Quello Che Avreste Voluto Sapere Sul Sesso…”, mentre tra atmosfere ska si muove “L’Inviato Su Marte”, e “Cambio” sembra una hit da jukebox su spiagge anni sessanta e chiude omaggiando Alberto Camerini.

Tutto è talmente leggero che non puoi fare a meno di sorridere, e lasciarti coinvolgere da questi ‘suini’ che sanno conquistare con poco, perché un certo modo di fare o ce l’hai o non lo puoi costruire a tavolino, e loro eccome se ce l’hanno. Cecco e Cipo tratteggiano un immaginario lieve e godibile, con quel tocco di poesia che non è l’essere aulici o profondi, ma semplicemente vedere le cose con occhi limpidi, e vivere quello che viene senza fingere mai. Inevitabilmente catturata, non posso che concludere così: Oink!

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La recensione Cecco e Cipo - Recensione - Roba da Maiali di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

Commenti (1)

  • Face(the)Fact 27/04/2012 ore 16:29 @panzerfaust

    L'ho sempre detto che siete un po' bucolici :P

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