02/04/2002

Già acclamati tempo addietro su queste pagine per le belle cose mostrate sul demo, i veneti Zabrisky si accasano presso la neonata Srazz records in occasione della loro prima prova sulla lunga distanza. In realtà neanche tanto lunga, siccome impiegano giusto mezz’ora per confezionare 9 tracce di sopraffino indie-pop.

Niente di rivoluzionario quindi, ma sarebbe troppo chiedere al terzetto l’originalità assoluta; ci si accontenta quindi (e si gode!) per questa manciata di pezzi che tanto ci fanno pensare alle delicate melodie d’oltreManica e, perché no, d’oltreOceano. Potrebbero infatti essere degli Smiths meno smaliziati, oppure dei Lemonheads più ‘asciutti’, o ancora dei Teenage Fanclub poco avvezzi alle quotidiane dosi di noise. Questo è quindi il background a cui i veneti fanno riferimento per scrivere canzoni che delizieranno più di qualche pomeriggio primaverile; ma crediamo sia altrettanto probabile che “Orangegreen” giri nel vostro lettore anche durante uggiose giornate autunnali. Se infatti questo disco difetta in distorsione/i, è fuor di dubbio che di (melodicissimo) ‘spleen’ per piovosi pomeriggi ne troverete in discrete quantità.

Non aspettatevi quindi un album pensato per accompagnare i lunghi tragitti in macchina, siano essi dentro o fuori città: canzoni come “You’ll never be a star”, “Always yesterday” e “Boy in the train”, pur essendo deliziosi affreschi costruiti sulla semplicità del linguaggio, hanno bisogno della massima attenzione. Tanto che all’ennesimo ascolto riuscirete ancora, molto probabilmente, a percepire una sensazione di freschezza immutata.

Bravi ragazzi!

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La recensione Zabrisky - Recensione - Orangegreen di Faustiko Murizzi è apparsa su Rockit.it il 19/08/2019

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