27/02/2012

Mi accingo a scrivere di quest'opera senza alcuna informazione riguardante i Mardi Gras, che si cimentano in un genere sospeso a metà tra il country e il folk, ricalcando spesso modelli che, sul versante commerciale, invadono a tratti anche le playlist dei network radio/televisivi. L'approccio della band alla materia può infatti considerarsi pop, grazie anche al contributo determinante della vocalist Claudia McDowell, le cui qualità canore ci paiono persino superiori a reginette del genere come Shania Twain.

Il grande pregio/difetto (in seguito capirete il perché di questa contrapposizione) di "Among the streams" è che qui dentro gira tutto alla perfezione: gli arrangiamenti di ogni singolo strumento sono calcolati al millimetro, le canzoni in perfetto equilibrio tra ballate e mid-tempo e, in sostanza, nulla è lasciato al caso. Insomma, il classico album che ti lascia a bocca aperta per la cura dei dettagli, ma una volta concluso l'ascolto non lascia tracce in quello che definiremmo il "cassetto dei ricordi".

Poi, sia chiaro, all’ascolto di brani come “Shine” o “Scarecrow in the snow” (che in alcuni frangenti rimanda a “Pride (in the name of love)” degli U2) la sensazione è piacevole, ma fondamentalmente apprezzeranno gli amanti del genere e meno, invece, coloro che - come il sottoscritto - preferiscono tendenzialmente approcci lontani da sonorità mainstream.

Tracklist

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Commenti (1)

  • Mardi Gras 28/02/2012 ore 22:56 @mardigras

    Grazie faustiko!

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