15/03/2012

Capita spesso che un cantautore a un certo punto decida di darsi alla narrativa. Più raro il caso inverso, di scrittore che passa alla musica. Questo è uno dei casi, visto che, prima del debutto discografico, Elisa Genghini ha pubblicato romanzi e racconti. Certo non è che sia diventata cantautrice dalla sera alla mattina (ha suonato in diversi gruppi), ma resta comunque un percorso abbastanza anomalo. E che l'ha condotta a produrre un lavoro senz'altro più maturo e consapevole di quanto sarebbe stato se fosse uscito ai tempi in cui la Genghini scriveva storie di ragazze che volevano sposare Kurt Cobain.

Quelle in “Le briciole del pasto consumato”, invece, sono canzoni da donna: niente urla, niente goffaggini adolescenziali, ma una musica pulita, scritta con mano sicura e interpretata con garbo, arrangiamenti essenziali e testi efficaci. Un nome da appuntarsi per chi ama le cantautrici discrete, dal background rock che si intuisce fra le righe di una coraggiosa delicatezza.

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