10/04/2002

Sono giovani e pieni di colori, forse per questo é difficile inasprire i toni di una recensione che corre il rischio di diventare una pesantissima bocciatura per questi freschi e pimpanti ragazzi provenienti dal bergamasco.

Hanno studiato come si suonano gli strumenti e ce la mettono tutta per risultare convincenti, ma il loro sforzo produce solo un forte imbarazzo per una musica priva di qualsiasi cambio di marcia, regalando l'immagine di un gruppo di amici che esegue un impeccabile ed osannato saggio scolastico di fine anno.

Sei brani entusiasti ma mai entusiasmanti, con sferraglianti chitarroni rock sempre in bella mostra, ritmica impeccabile e incalzante, basso deciso e sostenuto, robuste melodie e alcuni momenti di grande impatto. Certo, i testi sono quel che sono e anche la pronuncia inglese non é proprio impeccabile, ma tutto sommato non infastidisce troppo.

Insomma, si legge chiara la passione e la voglia di fare, ma le note degli Addicted galleggiano su un mare piatto e anonimo, emulando maldestramente le gesta di una accozzaglia di gruppi che spaziano dal grunge meno violento, all'hard rock melodico stile Guns'n'Roses, fino a lambire le passerelle modaiole su cui passeggiano solitamente, con ben altri risultati, gli stramenzionati The Strokes. Mai un rischio o una presa di posizione, soltanto tanta voglia di suonare, che da sola non basta certo a giustificare questi sei brani.

La speranza é che il tempo, mantenendone intatta al freschezza e la sincerità, riesca a dare cattiveria e profondità artistica a questi ragazzi, confidando nel fatto che un giorno possano leggere con imbarazzo anche la pomposa e stucchevole biografia che mi hanno inviato, oltreché commentare con un maturo e rilassato sorriso il contenuto giovanile di questo Here It Begins.

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La recensione Addicted - Recensione - Here It Begins di Stefano "Acty" Rocco è apparsa su Rockit.it il 19/08/2019

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