24/05/2012

Prendete l’aggettivo ‘sanremese’, prendetelo così com’è, senza pensarci troppo: ecco, s’adatta bene ai Desmond. Questo non significa orrore, semplicemente strutture lineari, poco originali, anche radiofoniche, ma confondibili.

Si rockeggia un po’ (“Frenesia”), si gioca su testi ironici tra innesti elettronici (“Lievito”), ci si muove tra pareti classiche con voce basilare che rischia fortemente l’anonimato, trame davvero leggere che sembrano poggiare sul nulla, che basta un soffio e via, le hai scordate già. Non manca la canzone d’amore (“Una giornata particolare”) e neppure tanti rimandi a una tradizione cantautorale più popolare che forse aspirerebbe a qualcosa di più.

L’unico pezzo che conquista la salvezza è “Duchessa”, che ricalca nel cantato lo stile di Samuele Bersani e funziona nel suo delicato proporsi. In definitiva, un lavoro che rischia di perdersi nella miriade di cloni in circolazione, che necessita un piglio più personale e maggiore sforzo compositivo per acquisire l’originalità essenziale alla sopravvivenza.

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La recensione Desmond - Recensione - Desmond di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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