10/04/2002 di Marco 'Joe' Giovannelli

L'ascolto di questo lavoro dei Cubica3, quintetto torinese, mi ha lasciato favorevolmente colpito. Le quattro tracce sono di discreta fattura, ricordando, in maniera ora più spiccata ora meno, la musica dei Negrita e la corrente del pop-rock italiano. Da questo punto di vista posso solo lamentare alcuni passaggi melodici eccessivamente scolastici e scontati, mentre gli arrangiamenti sono sufficientemente curati e piacevoli, nonostante le sonorità non siano poi molto varie. Anche il livello globale della realizzazione dei brani è più che discreta, convincente soprattutto nella title-track e in "La verità si trova nell'anima". A livello di testi, invece, ci troviamo di fronte a situazioni narrative e descrittive un po' traballanti: nessuno slancio stilistico né immagini particolarmente incisive fanno la loro comparsa nel cantato. Cantato che passa da momenti convincenti ad altri forse un po' inadeguato, come in "La luce di un istante", brano che poco centra con le altre e che probabilmente necessitava di una interpretazione vocale di altro genere. Devo ammettere quindi che, dal lato prettamente musicale e realizzativo, i brani sono più che soddisfacenti: le idee sono buone, e i ragazzi suonano discretamente bene. Anche se forse le influenze musicali dei Negrita sono un po' troppo marcate. Mi piacerebbe che gruppi come i Cubica3 riuscissero a portare più avanti (ma anche solo "di lato") il pop-rock prodotto in Italia, tentando strade alternative e rischiando forse qualcosa in più. Dico questo perché in effetti trovo nel quintetto di Torino delle solide basi e buone capacità, e quindi: perché non sfruttarle fino in fondo?

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