Estra Metamorfosi 1995 - Rock

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Il rock è morto. In questi ultimi anni le vere novità si contano sulle dita di una mano. I gruppi italiani, sin daglianni '70, hanno avuto come punti di riferimento inglesi e americani. Sono affermazioni ascoltate spesso ma che il sottoscritto condivide solo parzialmente e, ogni tanto, sopraggiunge qualche disco che fortunatamente mi è di conforto...

Un esempio è questo primo disco degli Estra: pubblicato nel 1996 dalla CGD East West e prodotto dal sottovalutato cantautore Massimo Bubola, mostra prepotentemente le qualità di questo gruppo trevigiano. Pur essendo forti i richiami ai gruppi cardine degli anni '80 come R.E.M. e U2 e a certe atmosfere dark/new-wave, gli Estra si caratterizzano per un rock a volte aggressivo, altre volte più intimista, che, in Italia, non apprezzavamo dai primi anni '80, periodo dei primi dischi di Litfiba e Diaframma.

I testi scritti dal cantante Giulio "Estremo" Casale risultano spesso ermetici e, quindi, poco diretti ma non è difficile capire che descrivono stati d'animo di frustrazione o alienazione causati da rapporti umani vissuti con ipocrisia o dai falsi miti della società ("Ti daranno in mano una specie di bandiera, il tuo contributo certo al solito progresso, al kilometro duemila sulla strada del successo" nel brano "Rubami"). Estremo ha talento, carisma, "sente" con passione il suo rock d'autore ed esistenzialista ma sarebbe preferibile, per migliorare canzoni che reputo belle già così, limare la ruvidità di alcune liriche peraltro poetiche. La canzone più emozionante è sicuramente "L'uomo coi tagli" che crea un'atmosfera cupa ma avvolgente degna dei migliori Cure, Smiths, Joy Division. Il suono di tutto il disco è pulito, compatto ma soprattutto va dritto al cuore e allo stomaco: saranno anche debitori del classico rock anglo-americano (in alcuni frangenti ci sono lancinanti chitarre alla Neil Young) ma è confermata l'impressione che ebbi quando ascoltai gli Estra alla trasmissione radiofonica di Pierluigi Diaco su Radiodue: ho scoperto un grande gruppo che oserei definire i Pearl Jam italiani.

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La recensione Metamorfosi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 1999-08-22 00:00:00

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