Normal Insane s/t 2002 - Rock, Grunge

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Sicuramente ben congegnato l’album dei Normal Insane, ordinati nell’esecuzione, precisi e accattivanti nelle loro melodie rock anni ‘90; chitarre ariose sostengono una voce profonda che muore e rinasce nel fantasma di Eddie Veder. Qui e là qualche sperimentalismo di quelli che fanno tanto Marlene Kuntz (“Noise introduction”) e nei momenti peggiori la luce offuscata (“Pictures of rain”) degli ultimi Metallica, una parodia dei cavalli di razza di un tempo.

Un monolite di pietra senza sfaccettature che delude per la scarsa attenzione prestata ai particolari; lastre di musica compatta che poco si soffermano sui passi migliori: si vedano alcune divagazioni in “Araba” e “Psiche”, songs dagli spunti davvero interessanti.

Negare la capacità compositiva dei Normal Insane sarebbe un’operazione meschina; resta il fatto di trovarsi davanti a un gruppo incompiuto, vittima di alcuni postulati che il rock italiano si trascina da anni come un fardello: l’eredità di S.Remo è pesante come poche, ma riciclare il giunge americano all’infinito è allo stesso modo poco salutare.

Un disco in cui brillano le stelle più lontane, quelle che si trovano in galassie ancora poco conosciute; speriamo che qualcuno si improvvisi esploratore!

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-04-11 00:00:00

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