02/07/2012

I Two Moons proseguono la ricerca all’interno del filone intrapreso con il primo lavoro in studio “The First Moon” (Ep datato 2009): una miscela sonora composta da new wave, dalla quale il quartetto emiliano attinge ambientazioni cupe, timbro profondo del cantato in inglese, ritmiche incisive e pressanti, ed elettronica, dalla quale mutua le sonorità dance.

Il risultato è un disco che strizza l’occhio agli album pubblicati nella prima metà degli anni ’80 da Depeche Mode, New Order, Bauhaus e Ultravox.

I nostri (Emilio Yan Mucciga, Giuseppe Taibi, Vincenzo Brucculeri e Angelo Argento), però, dosano gli elementi pop e dance, lasciando che sia la parte più oscura a caratterizzare i tratti principali delle nove tracce che compongono “Colors”. Nessuna componente attualizza i brani, rompe gli schemi o insinua nel format tendenze del nostro millennio. La tradizione viene conservata e replicata, come se non fosse passato un solo anno dall’uscita di “In The Flat Field”.

Un pezzo in particolare è credibile, gustoso e all’altezza delle icone della migliore darkwave inglese: si tratta di "Moon That Watches Me", ballata suggestiva ed evocativa cantata in duetto con Francesca Bono (Ofeliadorme).

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