Rapstar Non è gratis 2012 - Rap, Hip-Hop

Disco in evidenzaNon è gratis precedente precedente

L'album di Clementino e Fabri Fibra, ovvero il top dell'underground e il top e basta. Sulla carta, una bomba atomica; nello stereo, una miccetta.

Rapstar, ovvero un duo che avrebbe tutte le carte in regola per devastare: uno lo sai già chi è, il primo rapper italiano ad aver raggiunto il milione di fan su facebook, che – chiariamo – non vuol dire aver messo in tasca un milione di euro. Però vabbé, il punto è che la popolarità di Fabri Fibra è un caso più unico che raro nel rap italiano. Soprattutto considerando che è bravo davvero. Ché in Italia successo e talento non vanno mica sempre a braccetto. Proprio no.

L'altro è noto a un livello più underground, ma ti manda a casa tanto in freestyle che in studio, e “I.E.N.A.” - l'album solista pubblicato alla fine dello scorso anno - è la consacrazione di Clementino, uno con uno stile mica da ridere.

Ecco, detto questo, però, resta il fatto che “Non È Gratis” è una bella fiaccata. La leggenda vuole che il progetto sia nato per gioco, un divertissement bello e buono, il diario di una collaborazione fra due artisti accomunati da stima reciproca. Sarà, ma il risultato non è granché divertente, e il disco sembra troppo affrettato e poco studiato. Tre le pecche principali: i beat, a tratti davvero mollissimi (vedi ad esempio la strumentale di “Come Me”, che sarebbe forse forse buona per farci rappare Topolino), la pressoché totale assenza di contenuti – ma in fondo non è nemmeno così facile registrare quattordici tracce senza dire praticamente nulla – e la marginalità di Fibra, ingombrante attore non protagonista che sembra aver messo in questo album lo stesso entusiasmo che si può manifestare durante un prelievo del sangue.

Non è quindi ben chiaro lo scopo di “Non È Gratis”, se non quello di fungere da intermezzo fra i futuri lavori dei due artisti, che, insieme, possono beneficiare delle rispettive influenze in due ambienti per certi versi complementari. Ma nel frattempo, quello che gira nelle orecchie è un album piatto e monotono, che non riesce a scuotere nemmeno con i bassi distorti del singolo “Chimica Brother”, epilettica marchetta dubstep efficace, sì, ma con qualche riserva. Non mancano episodi piacevoli come “La Luce” - uno dei pochi pezzi a raccontare qualcosa - o “La Prova Vivente”, con Marracash che è sempre più il capo, e se hai dei dubbi a riguardo, "senti questa traccia e poi taci, la tua tipa tromba tanto che la chiamano Roy Paci".

In definitiva, Rapstar è una bomba senza detonatore.

---
La recensione Non è gratis di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-02-08 00:00:00

COMMENTI (8)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • raggio 9 anni Rispondi

    Grande! La accetto come ammissione di colpa... :-) ah, comunque i pezzi "ottimi" sono più di 4: aggiungi pure Non Si Sa Mai e Maltempo. Quelli passabili sono... quasi tutti. Non ci sono gueddafi qui dentro. Bella Prof. Piazza!

  • enricopiazza 9 anni Rispondi

    Ok, ho capito: 4 pezzi passabili sono sufficienti a consacrare un album. Mi pento e vado a scrivere "Quello di Rapstar è un bel disco" per cento volte sulla lavagna :)

  • raggio 9 anni Rispondi

    Ancora non capisci... O forse non ti sei informato abbastanza sull'album e su come è nato (a parte che già da come dici/scrivi 'major' tiri fuori il maestrino che è in te... magari neanche te ne accorgi). Ad ogni modo: tu hai ascoltato Rapstar pretendendo che fosse l'album dell'anno, ecco perché la tua recensione è delusa e deludente, non l'album. A sentire le dichiarazioni dei protagonisti doveva essere un mixtape, capisci? E poi è uscito a 10€ nei negozi, così come fanno tutti coi mixtape. Se vuoi te lo scarichi dal web, se vuoi te lo compri a 9.90€ da fnac (ecco l'unica differenza con un mixtape). Anche il prezzo è da mixtape! Ma i pezzi che ci sono sopra non sono Gueddafi, ma La Prova Vivente o Prendi Il Microfono o Chimica Brother o La Luce. Solo questi motivano la spesa di 10€ perché non sono pezzi da mixtape e meritano sinceramente una recensione migliore e anche più informata! E quindi?

  • utente12034 9 anni Rispondi

    il prodotto non è male. buone basi, alcuni rime interessanti; ma resta una sensazione di incompiutezza...

  • enricopiazza 9 anni Rispondi

    Falcone, ti leggo l'incipit della rece di Gué: Ok, prendiamo "Fastlife 3" per quello che è: un semplice mixtape. Ti leggo l'abstract - carico di antipatia così come lo era la recensione di I.E.N.A. che ti invito a leggere - di quella di Rapstar: "L'album di Clementino e Fabri Fibra, ovvero il top dell'underground e il top e basta". Stai paragonando un mixtape con un album su una major. E i pezzoni che citi tu sono gli stessi che ho elogiato io. E quindi?

  • faustiko 9 anni Rispondi

    E pensare che Piazza é uno dei pochi, se non l'unico, che leggo volentieri quando si parla di rap...

  • raggio 9 anni Rispondi

    Mah... Gran perplessità sulla recensione. Piazza, ma scusa, quella schifezza di mixtape di Gué Pequeno lo descrivi come "l'ennesima prova che Guè sa fare rap, e lo sa fare decisamente bene in qualsiasi contesto", Rocco Hunt invece ti ricorda addirittura Raekwon (ma sei pazzo?), però non ti è chiaro lo scopo di questo album??? Se non lo sai ascoltare, lascia pure perdere la recensione. Con episodi come Chimica Brother, Prendi il Microfono, Prova Vivente, La Luce e Non Si Sa Mai non dovresti avere dubbi. Invece sei proprio il classico maestrino con le simpatie e le antipatie per gli alunni. E lo dimostri sempre. Buuuuhhhhhh!

  • rudefellows 9 anni Rispondi

    sempre big up per Piazza