Disco della settimana
album Le deserteur - Grimoon
07/03/2012

Diventa sempre più difficile, disco dopo disco, trovare le parole giuste e adeguate per raccontare le gesta dei Grimoon. Nel panorama italico non sono infatti moltissime le band capaci di mantenere dritta la barra, continuando con umiltà a proporre la propria musica senza tentare voli pindarici o chissà cos'altro.

Nello specifico di questo lavoro, il quartetto franco-mestrino è stato bravo a tal punto da coinvolgere Pall Jenkins dei Black Heart Procession nel ruolo di produttore, dopo un periodo passato insieme a loro in tour. Ne è venuta fuori una meraviglia, quasi inaspettata per quanto bella. Non abbiamo idea dei provini che Solenn ed Alberto si siano messi in valigia e cosa sia riuscito a fare Pall Jenkins una volta seduto in cabina di regia, ma poco importa considerando l'ottimo risultato finale.

Qualcuno magari lamenterà che i ragazzi abbiano messo in disparte l'elemento più festoso della loro musica (fatta eccezione per "Directions"), scurendo tantissimo le trame sonore - e forse era inevitabile avvenisse un passaggio del genere se decidi di metterti nelle mani di una delle menti dei BHP. Ma con un album del genere, i Grimoon di oggi ci sembrano inattaccabili: ispiratissimi e soprattutto sempre in grado di mantere altissima la tensione per tutte le 8 tracce. Quando poi arriva "Monuments aux deserters" (il cui climax ricorda da vicino i momenti epici degli Arcade Fire) raggiungono l'apice, perché in quei 6:30 è racchiusa gran parte dell'intesità emozionale che "Le deserteur" saprà trasmettervi.

Questo disco però non è solo quella canzone, è un'intera opera ricca di pathos, anche quando il ritmo è in modalità slow-motion ("Les coulers de la vie", "Drawn on my eyes", "Les démons du passè") e quasi ti ipnotizza all'ascolto. L'altro grande pregio è la varietà di colori con cui dipingono le loro canzoni; certo si tratta solo di tonalità scure, ma qui ogni singola sfumatura scatena molteplici emozioni come mai prima d'ora. Ed è proprio in questi frangenti che si intuisce il grado di maturità raggiunto da un gruppo di persone/musicisti in perfetta sintonia.

Esitare ancora prima di avvicinarvi a questo capolavoro sarebbe un vero peccato, perché "Le deserteur" si conferma l'ennesima grande prova di una band della quale c'è solo da andare orgogliosi - e che, per il sottoscritto, insieme a "Pacifico" dei BadLoveExperience, rappresenta in quest'inizio 2012 l'ideale manifesto di un'Italia sempre meno provinciale.

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La recensione Grimoon - Recensione - Le deserteur di Faustiko Murizzi è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

Commenti (10)

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  • Marco Villa 22/05/2012 ore 12:16 @quid

    feedbaknoise
    vieni a sentirli al MI AMI?

  • Faustiko Murizzi 22/05/2012 ore 12:45 @faustiko

    I Grimoon meritano tantissimo... e stanno finalmente cominciando a raccogliere i primi frutti. Bravissimi e degni rappresentanti all'estero di cosa siamo in grado di fare in italì...

  • Marco Villa 22/05/2012 ore 13:48 @quid

    feedbaknoise
    Fatti riconoscere però, vieni con le palette per i voti!

  • Faustiko Murizzi 22/05/2012 ore 14:12 @faustiko

    feedbaknoise uno di noi... :-)

  • JackLemon 27/05/2012 ore 10:24 @JackLemon

    Grande feed,nn vedo l'ora di conoscerti di persona!!!!!

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