LAIKA VENDETTA Laika, Sylvia, Jeanne e le altre. 2012 - Rock, Indie, Alternativo

Laika, Sylvia, Jeanne e le altre. precedente precedente

Un lavoro prolisso e poco ispirato che non si scrolla di dosso i difetti della precedente incarnazione della band

I Laika Vendetta nascono dalle ceneri dei Lustagroove, gruppo abruzzese che qualche tempo fa aveva dato alle stampe un concept album intitolato “Sonny” e che a suo tempo mi era capitato di ascoltare. L’avevo trovato prolisso, pretenzioso e poco centrato nelle tematiche e rispetto all’idea iniziale. Poco male - mi sono detto, approcciandomi alla nuova incarnazione della band - avranno limato le asperità lavorando maggiormente sul suono, rinvigorendolo ed eliminando quella pesantezza melodica e testuale che caratterizzava il disco (e il progetto) precedente.

E dunque, il suono è senz’altro migliorato, forse grazie anche all’ingresso nel gruppo di Marcos Cortelazzo, unico componente dei Laika Vendetta che non facesse già parte dei Lustagroove: abbandonato ogni residuo funk e progressive della passata esperienza, la band spinge più sui tasti grunge e alternative rock, con echi di Afterhours e Afghan Whigs (“Mantide”). I testi restano in italiano, e ancora in primo piano è la voce di Emidio de Berardinis. Interprete sicuramente talentuoso e tecnico, anche istrionico: non fosse che tende a cantare ogni pezzo praticamente allo stesso modo, rendendo le linee vocali difficilmente distinguibili tra loro, appiattendo anche i rari brani con qualche spunto armonico interessante (“Plastica frigida”) e ottenendo l’effetto contrario all’enfasi che evidentemente si propone.

L’impressione di ascoltare un’unica lunga canzone mi sorprende all’incirca su “Filastrocca della luna”, insieme con la non piacevole scoperta di essere solo a metà disco. Le liriche dei Laika Vendetta poi non aiutano, sospese in una poetica piuttosto barocca ed antidiluviana ("grigie foglie autunnali/dilato le vostre pupille migliori"), oltre che esageratamente criptica (quando non senza senso). Gli annunciati ritratti di ragazze che dovrebbero fare da filo conduttore al disco si perdono così tra "urla ai cipressi, lacrime catartiche e sterilità atrofica". Non molto diversamente da dove si era arenato “Sonny”, dopotutto.

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La recensione Laika, Sylvia, Jeanne e le altre. di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-07-13 00:00:00

COMMENTI (12)

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  • utente62748 9 anni Rispondi

    Si ma chi ti dice che l'uso è pretestuoso. Anche io sono laureata in lettere, e allora? Ciò ci metterebbe su di un piedistallo? Sarei presuntosa. Studi per te o per scriverlo? Il tuo gusto è meglio di quello di un operaio? Saprai del Sensus Communis visto che sei laureato...rileggi Lyotard. Il fatto secondo me è che quando questo tentativo lo fa un gruppo emergente spesso viene visto come il palliativo che dici, se lo fa il grande artista allora può. Sopratutto perché li un recensore si guarda spesso bene prima di scriver male al gruppo che "va", anche lui ha un suo cerchio di seguaci da coltivare. E di certo questo tentativo dei laika è meritevole, perché subisce sicuramente più critiche rispetto a chi parla di cose più veloci, la scrittura fast food, perché magari non arriva subito. L'importante è che questi ragazzi sappiano riconoscere il potenziale che sicuramente c'è, e migliorare dove c'è da farlo. Son nati da poco, ma almeno c'è un concetto, un idea di fondo a cui aggrapparsi e su cui raccontare storie...sarebbe un po' stancante se tutti i gruppi si limitassero a fare a gare su chi spara più frasette ad effetto su moda, facebook, teenager, gli aperitivi,...come va adesso. Divertenti sicuramente, ma dopo un po' viene il bisogno di allargare un po' gli orizzonti. Però son gusti. Io a un concerto di gente che non mi piace me ne vado e rispetto i loro fan, non li aspetto sotto il palco per insultarli. Vedo che qui si fa il contrario (ok...non è un concerto ma l'effetto è un po' lo stesso) non accorgendosi che alla lunga tutto questo nostro chiacchierare li sta comunque aiutando! :) Mi ricordo certi commenti sui Marlene Kuntz...eppure...

  • Drockin 9 anni Rispondi

    segue sopra... il pezzo è stato tagliato...

    "peccato che la poesia in musica non sia per tutti... In effetti quando non si ha una certa cultura e' difficile capire gruppi come i Laika Vendetta..."

    poesia di chi? cultura di cosa? Tipica frase dei novellini che stanno iniziando a conoscere i grandi autori. Un pappagallo che dice "come stai", "ciao bella" sta forse facendo conversazione?
    Sono laureato in letteratura, eppure i laika vendetta mi fanno cagare. Ricorrere alle citazioni culturali in musica non è una cosa da pochi, è sempre il solito palliativo per chi ha poco da dire di suo.

  • Drockin 9 anni Rispondi

    l'uso pretestuoso della pseudo "cultura" in musica lo trovo cento volte più banale e scontato delle cosidette canzonette orecchiabili. Quando leggo commenti tipo "

  • utente62748 9 anni Rispondi

    ma certo, infatti io ti ho specificato che non era una "presa in giro". Io ascolto di tutto, nonostante abbia i miei generi preferiti come tutti. In generale le critiche negative sollevano più discussione, è ovvio ed è sempre andata cosi perché ti prendi la responsabilità di affrontare chi invece sostiene o semplicemente apprezza la band che tu invece, per esser spicci, "distruggi". Hai questo potere quando scrivi una recensione. Però si tratta di un parere (la recensione), anche se venisse qui Bertoncelli o altri...è un punto di vista che non si può sempre condividere. Ho letto altre recensioni che elogiavano proprio quello che tu dici essere negativo. Quindi si tratta di gusti. Il parere si fonda su una consocenza, non so che cultura tu abbia musicalmente parlando, citi gli Afghan Wings quando io non è che li senta molto. Ma dipende da quello che ascolti. Di certo non era una critica contro te/il tuo progetto musicale, scusami se hai frainteso. Però insomma, credo che un critico debba un po' aspettarsele queste cose, anche solo se lo fa per passione. Non devi star qui a scusarti secondo me, è peggio perché su un sito come Rockit uno ci entra perché pensa che siano tutti abbastanza professionali.

  • rudefellows 9 anni Rispondi

    padronissima di pensarla come vuoi. io non ho mai detto di essere chissà chi nè come critico nè come musicista.
    ciò nonostante: tu stai valutando una cover, di un gruppo tedesco semisconosciuto purtroppo, i Court Jester's Crew. E immagino che di musica giamaicana non ne mastichi più che tanto. E se pensi, per partito preso, che chiunque si ispiri agli Alice in Chains (per esempio eh, i Lustagroove in questo caso non c'entrano nulla dato che tutto quello che hai scritto è unicamente per questionare su quanto faccio e perchè lo faccio) sia per forza superiore a chi si ispira agli Specials, benissimo, vai pure per la tua strada. Io non ti fermerò, è inutile discutere.
    Poi, di nuovo: coi Rude Fellows suonavo fino al 2008, ho iniziato a suonarci che avevo 18 anni e ho finito che ne avevo 25. Se i pezzi sono su youtube è evidentemente perchè, nel nostro piccolo, andiamo fieri delle piccole, davvero piccole cose fatte (nel nostro genere, nessuno pretende di cambiare la storia della musica). Io continuo a suonare, e credimi mi dà ancora molte soddisfazioni. Non lo sostituirei con tutte le recensioni del mondo. Se mi prendo la briga di recensire anche gruppi, nel tempo libero, è solo per amore della musica. Però sembra che questa cosa sia difficile da capire. troppo comodo capirlo quando le recensioni sono solo positive.
    Chissà come mai nessuno va mai a cercare il mio vecchio gruppo quando recensisco positivamente, e non dice: "ah ecco, non eravate bravi, è per questo che ci recensisci positivamente, grazie." Forse perchè le due cose non hanno alcuna correlazione?

  • utente62748 9 anni Rispondi

    Ad ascoltare questo http://www.youtube.com/watch?v=QzV9F8XNNZQ mi riviene in mente Pavarotti: "chi sa suonare suona, chi sa suonare un po' meno insegna, chi non sa suonare fa il critico”. Ed ecco qui. Per me i Laika sono ascoltabili, non hanno ancora una loro linea precisa,...ma di certo è un primo album e altre cose lette su di loro sono totalmente discordanti da quello che scrivi (certi esagerano in positivo). Hanno qualcosa che ti cattura. E' una mia opinione. Certo le critiche al critico sono forse peggio, perché si da importanza inutile a un PARERE di una persona che alla fine fa questo per passatempo. E un parere...resta un parere da rispettare. Il link del tuo gruppo non è per prendere in giro Silvio, solo perché mi ha colto un po' di sorpresa. Dopo quello che leggo penso di trovarmi davanti a qualcosa di "più" dei Laika e invece...tuttavia la tua critica è fatta bene, si vede che non ti piace, e hai dato anche delle opinioni sostenibili. Però veramente, Esopo docet: la volpe che non arriva all'uva dice che è acerba. Dopo quello che ho ascoltato non posso fare a meno che pensarci anche se rispetto i pareri, dei recensori...dei "dispensatori di pareri personali a titolo gratuito" direi.

  • Satanasso 9 anni Rispondi

    Per Senzapelisullalingua... hai scritto per ben due volte "recenzioni"... mi sembra sufficiente per estrometterti in automatico da qualsivoglia disputa critica, dato che rimproverando il recensore di non possedere una "certa cultura", ti scordi che tu non ne possiedi nessuna.

  • rudefellows 9 anni Rispondi

    ok gaia, se non era riferito a me tanto meglio. ti garantisco comunque che nessuno prende una lira da nessuna etichetta, nè qui nè altrove, per recensire positivamente le band. e se proprio vuoi saperlo sì fino al 2008 suonavo in un gruppo ska-rocksteady, i rude fellows appunto. ma ascolto rock, garage, punk, indie, alternative da molto prima, e se ti vai a leggere le recensioni che ho scritto finora per rockit sono quasi esclusivamente di gruppi rock. poi se vuoi indagare ancora posso mandarti anche le mie pagelle delle elementari, così ti sarà più chiaro perchè non mi è piaciuto sto disco...

    per point break: anche lo sport di questionare ogni recensione negativa (particolarmente praticato su questo forum) non è il massimo... comunque io mi baso su quello che ho ascoltato, non stronco per il piacere di stroncare (ci sono passatempi molto più divertenti, come il badminton o collezionare francobolli).

  • pointbreakrock 9 anni Rispondi

    Noi ci abbiamo suonato assieme e possiamo dire che è un progetto molto valido. Questo sport di stroncare band non è bello da leggere...

  • senzapelisullalingua 9 anni Rispondi

    Caro Silvio
    mi dispiace se hai preso la mia considerazione sul personale, non era assolutamente rivolta a te! Una domanda ma per caso fai parte dei rude fellow che si vedono su you tube in "Ale mi e' morto il gatti no" o "Shake a leg"?Se cosi' fosse ... Tutto mi risulterebbe piu' chiaro.... E mi chiedo: non dovresti fare le recenzioni di Giuliano Palma? Piuttosto che di un gruppo rock??
    Gaia la vengadora