24/10/2012 di Jack Nessuno

K-Ant Mc presenta un flow potente, con rime personali e lontane dallo sloganismo facile, il tutto appoggiato a basi che vanno dai beat più classici, al raggae e all’elettronica.

Il primo nome che salta in mente è Caparezza, e quando compare come featuring in “Come nel lontano west” sembra la perfetta quadratura di cerchio. La cosa interessante è che nonostante l'influenza sia forte (i due sono compaesani, hanno condiviso il palco più di una volta grazie ai tanti gruppi in cui ha militato K-Ant) emerge ad un ascolto più attento un lavoro sulle liriche che presenta una visione del mondo e del sociale più amara. C'è l'intenzione di rappresentare il proprio vissuto attraverso un linguaggio più elegante, in fin dei conti diverso dall'ironia strabordante e dai giochi di parole tipici di Caparezza.

L'album si fa ascolare per intero e scorre senza indurre allo skip. Le migliori sono: “Il rap è nudo”, invettiva contro l’hip hop in stile gangsta & ghetto, lo sfogo di “Il suicidio (la sindrome di Ovidio)” e "La vera droga", una ragionata riflessione sulla liberalizzazione delle droghe leggere. Davvero un buon disco.

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