King Size Guess It 2011 - Rock, Britpop, Garage

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Un gruppo dal talento puro, tra Jam, Stems e Holloways: per ora, senza il disco perfetto. Ma potrebbe arrivare in futuro.

C’è del talento puro, cristallino, in questo disco dei King Size. Si capisce al primo ascolto di “Mr. Green Pie”: trascinante garage rock screziato di ska – un po’ tipo la meteora Holloways - con un ritornello che strizza l’occhio agli Stems, e per questo mi conquista da subito. Altra gemma è “Wanna Be Yours”, che per i cori, il riff di chitarra e le rullate fulminee sembra scritto nel favoloso 1979 di Jam e Purple Hearts. Poi, l’album “Guess It” è abbastanza vario, spazia dal brit-pop di “End of a dream” e “London Sun” al neogarage di “I really want to fly” e “Distortions”, senza però raggiungere la perfezione dei due pezzi sopra citati. Prendiamo ad esempio l’opener “I really want to fly”: il tiro è innegabile, gli stop e le ritmiche di batteria funzionano splendidamente, così come i backing vocals di ascendenza californiana, mentre cantato e soluzioni chitarristiche appaiono poco incisivi, un po’ scontati nel caso del riff tematico. Problematiche simili ha anche “Distortions”, che soffre però in modo più evidente dell’unico vero difetto di questo disco: le parti vocali. Si sente, purtroppo, che chi canta (il bassista Guido Del Pozzo, principalmente; ma anche il chitarrista Nicola Gubernale e il batterista Matteo Bortolussi), è soprattutto un valido strumentista e non dispone della tecnica e della presenza per reggere i pezzi più basati sulla voce, quelli brit e power pop: valgano come esempi “End of a dream” e “Sitting on the moon” che, in mano a un interprete meno estemporaneo, sarebbero state davvero brani eccellenti, grazie alla forza della loro melodia e ai pregevoli arrangiamenti.

Quello descritto sopra è un problema di tante band nostrane, ma mi sento di farlo notare ai King Size perchè credo moltissimo nelle loro possibilità: me le confermano anche a fine disco, con un’ultima chicca agrodolce intitolata “Down with the resistance”. In rete qualcuno ha scritto che, con il suo esordio “Guess It”, la band trevigiana ha realizzato il disco perfetto: ecco, per stavolta non è così. Eppure credo che, aggiustate poche cose, i King Size abbiano tutte le carte in regola per scriverlo, nel prossimo futuro.

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La recensione Guess It di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-06-20 00:00:00

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