30/04/2012

Si possono cercare mille modi per iniziare a parlare del primo disco del Triangolo, ma alla fine la strada sensata è una sola: "Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni Sessanta". È tutto in questo brano il senso dell'esordio di questo terzetto lombardo, che prende il beat e le camicie a fiori e li adatta ai giovani di oggi. O viceversa, tanto il risultato è lo stesso. Un gioco presentato già nell'Ep dello scorso anno, ma un gioco rischioso: il rifacciamo il beat e gli anni '60 perché siamo giovini e ribelli sarebbe potuto diventare stucchevole, andando oltre due-tre brani.

Questo disco, invece, dimostra che Il Triangolo è un gruppo che ha le idee molto chiare. I tre brani già presenti nell'Ep sono confermati: funzionavano allora, funzionano oggi. "Battisti" e "Giurami" sono dei mezzi inni, che già canti al secondo ascolto. A loro e a "Le forbici" si sono aggiunti altri pezzi forti, efficaci, che hanno tirato in mezzo nuove atmosfere e idee.

"Tutte le canzoni" ha tutto quello che dovrebbe avere un esordio d'impatto. Ci sono i pezzi con il ritornello perfetto, quelli evocativi e quelli con un po' più di tiro quando serve. E c'è la dote - rarissima - di saper raccontare storie. "Canzone per un soldato" e "Johnny" hanno in comune il clima western - le nuove atmosfere di cui si diceva, ma raccontano storie diversissime. La prima è un melodramma di guerra e amore spezzato, degno dei Decemberists di "Picaresque", la seconda il film mentale di un ragazzino. Entrambe scritte nei dettagli e segno di una band in piena formazione, da cui ci si può aspettare tanto in termini di miglioramento e di ampiezza d'immaginario. Poi ci sono "Canzone per una ragazza libera", con quell'inciso incalzante e "Quando Isacco gridò contro il popolo", unico momento in cui il trio molla il freno dell'autocontrollo e si lascia andare con chitarre e urla. Infine, "Nessuna pietà...", di cui si parlava in apertura, la migliore sintesi di ritmo, melodia e visione dell'intero pacchetto.

A pensarci bene, in fondo, tutta la faccenda si può risolvere con poche parole. Semplicemente, Il Triangolo ha deciso di scrivere belle canzoni. Meno semplicemente, c'è riuscito. Detta così, sembra quasi banale, ma è la cosa meno scontata che ci possa essere.

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La recensione Il Triangolo - Recensione - Tutte le canzoni di Marco Villa è apparsa su Rockit.it il 25/08/2019

Commenti (7)

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  • Cesar P. 30/04/2012 ore 12:06 @cesareparmiggiani

    Non trovo la title track

  • Marco Villa 30/04/2012 ore 12:09 @quid

    Nicola Morella Cesar P.
    Sì scusate, errore mio. Intendevo "Nessuna pietà...", ho corretto.

  • leo 01/05/2012 ore 08:51 @leo

    Sicuramente non andro mai a vedere un concerto, ne comprero mai un disco dei Il Triangolo, ma non si può dire che non abbiano confezionato un bel disco Pop ... già li vedo i "bimbiminchia" che ballano in un ondata di revival anni 60

  • Faustiko Murizzi 01/05/2012 ore 11:04 @faustiko

    leo se mai vedessi i bimbiminchia che ballano in un'ondata di revival anni '60 sarebbe un miracolo...

  • inthereins 03/05/2012 ore 17:53 @inthereins

    Dei discreti leccapalle...

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