Janisnova Diandra EP 2012 - Strumentale, Rock

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Sedici minuti intensi. Un piacevole viaggio tra trambusti prog e levigature neofolk.

L'impatto devastante e la delicatezza sinuosa. Bastano poche parole per descrivere i Janisnova e il loro primo ep, venuto alla luce dopo una lunga maturazione, fatta di live e tanti opening act, una maturazione simile a quella della frutta di una volta: lenta, precisa, metodica, di buon senso. Pregnante.

Gli effetti di tutto questo lavoro sono tangibili. "Diandra EP" stupisce per quella che è una caratteristica principe del genere: un sound che colpisce sin dal primo ascolto, musica irruente, ma cesellata nei minimi particolari, non priva di alcuni trucchetti del mestiere, difficilmente riscontrabili in un'opera prima, come le linee di batteria presenti in “Diandra Pt.2”, nervose ed incessanti, a metà strada tra post rock e progressive all'italiana.

Due brani tiratissimi, e poi accade quello che non ti aspetti: le sonorità si addolciscono all'istante, formano il neofolk di “Lenora”, brano che strizza l'occhio un po' a David Tibet ed un po' agli Wilco. Il tutto in un pezzo di un solo minuto e mezzo, capace di riverberarsi e non risultare futile e trascurabile, aspetto anche questo assai raro in una band agli inizi.

Mostrare due anime differenti in un ep d'esordio è cosa non facile, renderle entrambe intense e degne di nota lo è ancora di meno. Premesse importanti per un futuro brillante, si spera.

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La recensione Diandra EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-04-10 00:00:00

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