Vadoinmessico Archaeology of the future 2012 - Psichedelia, Pop

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Scorre in parte sangue italiano nello scintillante debutto di questa chiacchieratissima band

Se il superlativo "bellissimo" non fosse ormai stinto dall'uso come un cencio lasciato per troppo tempo al sole; se non esistessero i generi musicali ma solo la "musica bella", o quantomeno la "musica interessante"; se non mi divertissi a scrivere introduzioni che mettono alla prova la vostra pazienza; se non ci fossero tutte queste cose vi direi che il disco dei Vadoinmessico è un disco bellissimo e che ve lo dovreste procurare subito per poterlo rubricare nella cartella "musica bella" del vostro hard disk, o sul relativo scaffale della vostra libreria.

Ma siccome tutto questo non è possibile, allora cercherò di argomentare nel modo seguente: pur rimanendo in un generico solco rock'n'roll, i Vadoinmessico sanno muoversi con estrema scioltezza entro ambiti diversi che vanno dal country di "The colours are" alla musica etnica di "Solau", dal r'n'r stesso di "Notional towns" all'exotic pop di "Pepita, queen of the animals", fino ad accenni di psichedelia (“Me, desert”). E lo fanno talmente bene che riesce difficile districare la matassa e portarvi anche questi semplice esempi appena citati.

Lo fanno con una qualità di scrittura rara, dimostrata in ogni particolare: dalla stesura delle parti ritmiche alle linee melodiche, dal trattamento della voce (che ricorda alle volte Panda Bear nell'uso dell'eco) alla struttura dei brani ("Fleur le tue", dove la mancanza della classica alternanza strofa-ritornello non pregiudica affatto la comunicatività del brano), fino alla scelta deit imbri degli srumenti (la marimba della già citata "The colours are").

Quindi, riassumendo: il disco dei Vadoinmessico è un disco bellissimo che ritrae con gusto una fetta notevole della musica pop nella sua gioventù più acerba e per questo più sincera. Non fatevelo scappare perché è raro, oggigiorno, tornare così volentieri su certi ascolti sentendosi a proprio agio mentre nuovi eccitanti particolari contnuano a presentarsi alle nostre orecchie.
 

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La recensione Archaeology of the future di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-03-27 00:00:00

COMMENTI (10)

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  • anaxlosqualo 2 anni Rispondi

    Qualcuno ha il testo di Cave?

  • BrunodeTotaro 8 anni Rispondi

    Avevo letto tempo fa una recensione molto bella sul CD dei sirfrankiecrisp "charming sounds" edito dalla Irma Records dove è ora? Bruno de Totaro

  • nicko 9 anni Rispondi

    Al Miami sono stati incredibili, ho comprato il disco e ora ne sono innamorato perso.

  • accorgitene 9 anni Rispondi

    bravi

  • odiens 9 anni Rispondi

    Ottimo album

  • GNO 9 anni Rispondi

    @vincent32

    è palese, ma non è l'unica influenza. io parlerei di sound affine più che di imitazione o cose del genere... dal 2006, 2007 c'è un più o meno nuovo filone indie internazionale... che ha generato band con grandi somiglianze tra loro... Vampire Weekend, Discovery, Two door Cinema club, ra ra riot...vadoinmessico appunto, e tante altre.. (se si va in campo elettro indie ci si perde poi con mgmt, crystal fighters, passion pit, the naked and famous ecc ecc ecc). Quindi io non vedrei come una cosa negativa questa a tuo parere "palese" somiglianza... finché non c'è del plagio, quando le sonorità sono simili vuol dire che si è creato un ambiente, è la storia della musica che ce lo insegna, e non ci trovo nulla di male, anche questa passerà, in ogni caso... viva la musica in generale. Peace.

  • vincent32 9 anni Rispondi

    ma scrivere anche che alcune canzoni sono simili ai vampire weekend no? nel senso.. è proprio palese

  • rudefellows 9 anni Rispondi

    molto validi, davvero. non mi piace il nome della band, ma è un dettaglio... ciò che conta è il disco, ottimo.

  • figurehead 9 anni Rispondi

    molto bravi! Album of the week meritatissimo. Dal vivo poi sono una forza della natura

  • GNO 9 anni Rispondi

    Grandissima band ! Insieme a "Pacifico" dei Bad Love Experience a mio giudizio questo è il prodotto dell'anno ;-)